Bilancio, comincia la corsa a ostacoli

La Lega da convincere sulla necessità dell’intervento governativo per fronteggiare l’emergenza bilancio. La liquidazione delle municipalizzate da scongiurare. Un pranzo impegnativo per il sindaco Gianni Alemanno, quello di ieri a Palazzo Chigi. «Stiamo continuando ad approfondire la situazione. Nel pomeriggio o entro domani (oggi, ndr), con la presentazione del decreto legge dovremmo definire l’intervento necessario. Il dato vero è collegare questa operazione alla riforma del federalismo fiscale, i tempi e i modi li vedremo». Così Alemanno ha sintetizzato l’esito dell'incontro cui hanno partecipato il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro dell’Interno Roberto Maroni e quello delle Politiche comunitarie Andrea Ronchi.
Primo obiettivo del sindaco, evitare pericolosi slittamenti nella concessione del prestito ponte compreso tra i 500 e i 600 milioni di euro a favore delle casse del Campidoglio. Uno slittamento che oltretutto metterebbe a rischio diciottomila posti di lavoro, senza contare quelli dell’indotto. Infatti se Ama e Trambus - ovvero le due municipalizzate con i conti più in rosso e che insieme contano, appunto circa 18mila dipendenti - dovessero dichiarare fallimento Roma si troverebbe ad affrontare un elevato costo sociale. Per entrambe, infatti, le perdite hanno superato i rispettivi capitali sociali: Ama registra 114 milioni di euro di perdite a fronte di un capitale sociale di circa 70 milioni. Analoga la situazione di Trambus, le cui perdite oscillerebbero tra i 50 e i 70 milioni: superiori quindi ai 2 milioni e 687 mila euro di capitale sociale. Entro il 30 giugno le due società terranno le assemblee degli azionisti che dovranno approvare il bilancio al 31 dicembre 2007. E nel caso di società per azioni il codice di procedura civile parla chiaro: se per quella data il Campidoglio (che controlla Ama e Trambus al 100 per cento) non ripianerà le perdite ricostituendo il capitale sociale, la liquidazione sarà dietro l’angolo. Un’eventualità drammatica specie per quanto riguarda Ama, che scaricherebbe nelle casse comunali il miliardo di euro di debiti accumulati (720 milioni verso le banche, 300 milioni verso i fornitori).
«Credo si tratti di un quadro credibile - commenta il senatore del Pdl Andrea Augello -. A questo punto l’intervento del Governo diventa indispensabile anche per garantire gli attuali livelli occupazionali nelle municipalizzate». «I problemi sono innegabili e non possono essere sottovalutati - aggiunge il neoamministratore delegato di Trambus Adalberto Bertucci - come del resto indicano gli ultimi bilanci. Pur confermando che ora le perdite superano il capitale sociale, parlare di fallimento inevitabile mi sembra azzardato. Spero di trovare un punto d’incontro con Castiglione e l’assessore alla Mobilità Marchi prima dell’approvazione del bilancio, per scongiurare gravi ripercussioni sull’intero trasporto pubblico».