Il bilancio dei primi cento giorni di governo: una serie di promesse mai mantenute

I fatidici cento giorni del Governo Prodi sono ormai passati, l’autunno è alle porte e pure le scelte difficili, prima tra tutte la legge finanziaria. Siamo quindi nella condizione di fare i primi bilanci. All’attivo del governo abbiamo: l’indulto, un simulacro di liberalizzazioni e l’appropriazione indebita del merito per le entrate fiscali superiori al previsto, registrate nei primi sei mesi del 2006. Ora siamo anche impegnati nella missione di pace in Libano. Quindi abbiamo 2mila soldati in più, impegnati in missioni all’estero, di quanti ne avevamo con il governo Berlusconi. Non male per una maggioranza che aveva fatto del disimpegno dalle missioni estere un suo cavallo di battaglia. Si sa, la demagogia pre-elettorale ha vita breve e le promesse non mantenute saltano subito all’occhio. Stessa sorte hanno subito o subiranno le promesse sui Pacs, la riduzione del cuneo fiscale, la Tav, la non occupazione della Rai e via dicendo. Sulla legge finanziaria poi, gli esordi sono a dir poco penosi. Viste le premesse, non credo si debba essere un genio per capire che avremo la solita legge che non serve a nulla. Quindi mi chiedo, cosa rimane di tanta euforia per la vittoria del centrosinistra?
Giorgio Basso e-mail