Bilancio europeo: Londra rilancia, stop di Barroso

Per la Commissione «inaccettabili» i tagli previsti, circa 25 miliardi di euro. Blair telefona a Berlusconi

Gian Battista Bozzo

da Roma

Un bilancio complessivo da 846 miliardi di euro, circa 25 miliardi in meno della proposta presentata in giugno, pari all’1,03% del Pil comunitario. Tagli ai fondi strutturali per i nuovi Paesi membri. Riduzione di 7 miliardi per i finanziamenti allo sviluppo agricolo. Nessun taglio di rilievo al rebate (lo sconto) per la Gran Bretagna. Ecco i termini essenziali della proposta per il bilancio pluriennale Ue 2007-2013, presentati nel pomeriggio di ieri, a nome della presidenza di turno britannica, dal ministro degli Esteri Jack Straw. Termini che Josè Barroso, presidente della Commissione Ue, respinge quasi in tempo reale: «La bozza inglese non è realistica, è inaccettabile».
Alla vigilia del Consiglio europeo del 15 e 16 dicembre, che sarà centrato sul bilancio dell’Unione, la presidenza britannica tenta la carta di una proposta al ribasso che potrebbe trovare consensi in tempi di conti pubblici non brillanti in molti Paesi europei. Ma l’ipotesi del bilancio minimale viene contrastata da Barroso, che definisce il piano «contraddittorio rispetto all’impegno per un’Europa più aperta, più allargata, più competitiva».
Anche sulla complessa questione del rebate, ottenuto da Margaret Thatcher e che i successivi governi britannici hanno sempre difeso caparbiamente, l’approccio di Straw è minimale. «Lo sconto non subirà cambiamenti di rilievo», dice. Nel periodo 2007-2013 gli inglesi contribuiranno alle politiche di coesione con circa 8 miliardi di euro, ma non sarà toccato il rimborso per quanto riguarda le spese dei vecchi 15 membri e le spese agricole.
Nei confronti dei Paesi nuovi entrati, Straw indica un taglio di fondi strutturali nell’ordine del 7-8%, compensato dalla concessione di maggiore flessibilità nell’utilizzo delle risorse. «Proposta iniqua» ribatte Barroso, che s’impegna a lavorare nei prossimi giorni per migliorarla.
A poco più di una settimana dalla scadenza, il summit europeo è dunque a forte rischio. Difficilmente grandi Paesi come Francia e Germania potranno accettare la bozza inglese, la Polonia l’ha già definita «inaccettabile». Fonti diplomatiche italiane indicano insoddisfazione sul piano di Londra. L’Italia è favorevole a un bilancio superiore all’1,03% del Pil indicato da Londra. Il premier inglese Blair ha telefonato ieri sera a Silvio Berlusconi per illustrare al presidente del Consiglio le linee del piano. Berlusconi si è riservato di esaminarne i termini, confermando a Blair «l’impegno dell’Italia per raggiungere un accordo, pur ribadendo i punti per noi irrinunciabili nel merito del negoziato». In particolare, Roma non intende accettare tagli ai fondi strutturali per le aree del Sud (ex obiettivo 1). Oggi il ministro degli Esteri Gianfranco Fini illustrerà al Senato la nostra posizione sulla proposta.
Se dovesse fallire il Consiglio europeo della prossima settimana, resta soltanto il semestre di presidenza austriaca per trovare l’intesa: il bilancio Ue 2007-2013 deve infatti essere definito entro il giugno 2006, altrimenti si va in esercizio provvisorio. Molti fanno notare che la presidenza di turno austriaca - meno forte quanto a peso politico e molto rigida sulle spese comunitarie - difficilmente potrebbe aver successo dove l’Inghilterra di Tony Blair ha fallito.