Bilancio, polemiche nel centrodestra An accusa l’Udc: «Non fa opposizione»

L’astensione del partito centrista al voto di lunedì notte sulla manovra fa infuriare gli alleati della CdL

Silvia Marchetti

Le fibrillazioni interne al centrodestra per l’impasse sul candidato sindaco si sono ripercosse fino a Palazzo Valentini. La Cdl si è spaccata nella lunga nottata di lunedì che ha visto l’approvazione del bilancio provinciale 2006-2008: Fi, An e Lista Moffa hanno votato «no» mentre l’Udc si è astenuta. Una mossa senza preavviso che ha rotto il fronte dell’opposizione spiazzando gli alleati. E non è prima volta: i centristi si erano già astenuti ad agosto durante le votazioni sull’assestamento del bilancio 2005. La situazione è incandescente, con gli alleati sul punto di guerra.
Piergiorgio Benvenuti, capogruppo di An alla Provincia, è furioso e invita l’Udc a far chiarezza: «Dobbiamo capire chi è con noi a svolgere un ruolo di opposizione reale e decisa, e chi invece sempre più spesso cede alle lusinghe di Gasbarra». La spiegazione dell’Udc non è certo tranquillizzante. Il capogruppo Mario Ferrante giustifica l’astensione promuovendo il bilancio provinciale e rivendicando l’autonomia politica dei centristi. «La manovra ricalca le indicazioni del governo Berlusconi: taglia le spese superflue mantenendo i servizi ai cittadini e i finanziamenti per la famiglia e il sociale. Ciò dimostra che il bilancio è possibile chiuderlo in tempo e bene. In questo modo - aggiunge Ferrante - abbiamo messo fine alle strumentalizzazioni della sinistra contro l’esecutivo». Il capogruppo centrista accusa inoltre i colleghi di An e Fi «di aver portato avanti un ragionamento strumentale, denunciando i fondi stanziati per la musica e il Festival del cinema, settori che invece portano soldi sul territorio».
Parole che lasciano di stucco Benvenuti: «A questo punto, se sono tanto favorevoli all’amministrazione di centrosinistra e non riescono più a fare opposizione, si accomodino pure dall’altra parte». Anche perché la situazione non è così rosea come la dipinge Ferrante: «Le consulenze sono aumentate - afferma Benvenuti - e ci sono macchine blu usate solo nei giorni delle targhe alterne. L’elogio ai tagli sulle spese superflue sorprende visto che proprio l’Udc ha presentato un odg (poi respinto) che sospendeva il taglio all’organico e agli stipendi dell’amministrazione provinciale». Sul fronte dei servizi ai cittadini, invece, Benvenuti ricorda gli 11 treni pagati 50 milioni di euro di cui non si ha più notizia se non sui manifesti elettorali, e il problema dell’edilizia scolastica che alcuni giorni fa ha portato in piazza migliaia di ragazzi. Ciò che non va giù ad An è l’atteggiamento ondivago tenuto dagli alleati centristi, che «nelle dichiarazioni di voto lamentano le poche risorse destinate alla famiglia ma poi si astengono». «È vero - aggiunge Benvenuti - Palazzo Valentini ha stanziato un milione di euro per l’emergenza abitativa, ma ora bisognerà vedere come Gasbarra distribuirà i soldi, se con una graduatoria o a piacere». Anche il consigliere azzurro Andrea Napoleoni smentisce Ferrante denunciando i tagli alla famiglia: «Le risorse per la riduzione delle liste d’attesa degli asili nido sono riservate ai residenti di Roma. Un regalo di Gasbarra a Veltroni con il quale si lasciano fuori gli altri 120 comuni della provincia».
La scelta di astensione dell’Udc ha fatto la «felicità» di Gasbarra, che nel salutare l’approvazione di bilancio ha parlato della «sorpresa» arrivata dai centristi. «Un’apertura di credito - l’ha definita - che impegnerà me e la maggioranza a fare di più per portare avanti il progetto di Roma Capitale». Quasi un «grazie». Parole che danno un’idea dello choc che si è verificato nella Cdl di Palazzo Valentini. E c’è chi teme che l’astensione dell’Udc rientri nella logica di contrapposizione elettorale tra alleati e sia sintomo del nervosismo sull’anti-Veltroni. Vincenzo Piso, presidente della Federazione romana di An, chiede una «presa di posizione di Baccini, candidato sindaco dell’Udc, senza la quale è impossibile capire il ruolo di contrasto a Veltroni che i centristi si propongono di svolgere».