Bilancio, scontro sulla Serravalle E il Pdl prova a rinforzare i ghisa

«Milano è una città per vecchi». Gioca (e sbaglia apposta) il titolo di un celebre film il più giovane dei Pdl in aula, Matteo Forte. «Mentre il Pd lancia la questione generazionale, il Comune taglia quasi tre milioni ai giovani». In consiglio ieri è ripreso alle 16.30 il braccio di ferro sulla delibera di riequilibrio dei conti del 2011, una manovra di tagli da 52 milioni. E il Pd tenta subito l’assist, mettendo ai voti una modifica dell’ordine dei lavori, giocando sui numeri e azzerando l’ora di dibattito riservata agli interventi liberi. Si comincia subito dal bilancio, e nell’opposizione si accorcia il tempo per presentare gli emendamenti e fare ostruzionismo. Indicativo dell’umore tra gli schieramenti. Tant’è che alle 20 di sera non è ancora iniziata la discussione vera sulle correzioni al testo, sospensione della seduta continua per affrontare il nodo dello scontro: la modifica allo statuto della Serravalle che il centrosinistra vuole infilare nella delibera sul bilancio. Dopo la gara a vuoto per vendere il 18,6% della società a inizio settembre a breve uscirà un nuovo bando. La giunta ha votato la s-vendita: la basa d’asta al minimo, 145 milioni, anche se la valutazione di Dexia fissava la forbice fino a 185. Con la modifica dello statuto, il privato avrebbe diritto ad un posto nel cda. Oggi la Provincia voterà in giunta questo passaggio, ovvio che dopo l’acquisto sarà più appetibile. Ieri il Pdl aveva pronto l’emendamento per obbligare la giunta comunale, se la modifica diventerà effettiva a gara aperta, a rinegoziare il prezzo con il vincitore. Ma la trattativa è serrata, il Pd vorrebbe fissare la percentuale di aumento in delibera (almeno il 2% del valore), per il Pdl Giulio Gallera «dovrà essere fatta una rivalutazione da un advisor».
Alle 20 fuori dall’aula si continua a tessere la trattativa, dentro inizia la discussione sui 70 emendamenti depositati da Pdl e Lega. I lumbard arrivano con le magliette «io sono padano, non esisto...ma pago» contro tagli, aumenti e le parole del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nei giorni scorsi sulla Padania («non esiste»). Il Pdl Forte fa i conti dei fondi sottratti ai giovani: quasi 2,6 milioni tra sostegno affitti per gli universitari e al diritto allo studio, altri 350mila sottratti alle attività ricreative e culturali delle zone «che spesso sostengono gruppi musicali e teatrali giovanili o centri di aggregazione. A Pisapia che doveva essere il sindaco dei giovani chiedo: Milano è diventata una città per vecchi?». Oggi Pisapia festeggerà in piazza Duomo il Corpo dei vigili, ma a cercare di recuperare risorse a quei 6,5 milioni stralciati al settore Sicurezza dall’assessore al Bilancio Bruno Tabacci sono diversi emendamenti del Pdl, ne elenca qualcuno Riccardo De Corato (dai 100mila euro per i corsi di addestramento ai 50mila per la sicurezza urbana) e le voci da cui propone di recuperare fondi nella maggior parte dei casi sono «Contributi per la solidarietà internazionale», «rimborsi spese viaggi», «indennità di missione», «incarichi e collaborazioni professionali». Ma in mezz’ora cade il numero legale: il Pd vuole proseguire fino a mezzanotte, si va ai voti, la minoranza esce dall’aula e la maggioranza «non c’è».