Bilancio, tappe forzate: consiglieri al lavoro fra Natale e Capodanno

È approdata ieri mattina in commissione la delibera del bilancio previsionale del Comune. Sarà l’assessore al Bilancio Giacomo Beretta a presentare ai consiglieri la manovra, che il sindaco vorrebbe vedere approvata entro la fine dell’anno. Prima che il documento possa arrivare in aula dovrà affrontare l’iter dell’istruttoria che prevede una ventina di commissioni in tutto: due di presentazione, una dedicata a ogni assessorato e due di analisi finale. Solo l’iter delle commissioni dovrebbe comportare circa due settimane di lavori. Per questo il presidente della commissione Bilancio Carola Colombo sta mettendo a punto un fitto calendario di sedute, che probabilmente occuperanno anche i giorni del ponte di Sant’Ambrogio. La lotta contro il tempo dell’aula, molto probabilmente, costringerà i consiglieri a tornare sui banchi anche nei giorni tra Natale e capodanno per poter licenziare la manovra entro fine anno.
Tra gli obiettivi dell’amministrazione: «mantenere inalterata l’offerta dei servizi sociali - si legge nel documento di 16 pagine - continuare a investire nelle infrastrutture cittadine, dai grandi cantieri alle nuove metropolitane alle innumerevoli piccole e grandi manutenzioni, e proseguire nella politica delle entrate che non tocca le tasche dei milanesi». Investimenti che si traducono anche in provvedimenti anti-crisi: ogni miliardo di euro investito in infrastrutture genera oltre 40mila posti di lavoro. «Non mettere le mani nelle tasche dei cittadini», argomento particolarmente importante in vista delle elezioni, sembra una missione impossibile in epoca di tagli imposti dalla legge 122 che prevede una riduzione dei trasferimenti per i comuni vincolati dal patto di stabilità, che ammontano a 54 milioni di euro per Milano per il 2011, a cui si aggiunge il taglio dallo stato alle regioni che peserà per 40 milioni sulle casse di Palazzo Marino. La strada individuata dagli uffici è «dismettere parte del patrimonio mobiliare quale misura tampone ai tagli statali nell’attesa di un federalismo fiscale ormai irrimandabile, pena il collasso delle finanze degli enti locali». Ai tagli si aggiunge anche il rischio che non venga confermata la possibilità di ricorrere agli oneri di urbanizzazione (fino al 75%) per il finanziamento della spesa corrente.
Le leve su cui punta l’assessore al Bilancio Beretta sono il condono del 2003, il recupero dell’evasione tributaria emersa anche a seguito delle verifiche originate dalle pratiche del condono, la valorizzazione del patrimonio immobiliare, la valorizzazione del patrimonio mobiliare del Comune, attraverso la quotazione in borsa di Sea e le entrate da dividendi della partecipate, cui si aggiungono 160 milioni di dividendo straordinario Sea. Nel dettaglio per il 2011 si prevede un taglio di 23 milioni all’assessorato alle politiche del lavoro, e 6 milioni in più, invece, rispetto alla previsione del 2010 all’assessorato ai Servizi civici che serviranno per organizzare le elezioni comunali e i referendum sull’ambiente. In realtà si tratta di fondi che il Comune dovrà solo anticipare. Ancora spiccano nelle tabelle 5 milioni di euro in più in dotazione del dicastero alla Salute. Scende di un milione la spesa per i sistemi informativi, mentre sale della stessa cifra la dotazione per le partecipate.