Bilic conferma Mandzukic "Niente calcoli, voglio vincere"

Il ct della prima del gruppo: «Con le grandi di solito ci esaltiamo» Poi punzecchia: «Difesa azzurra statica e Modric meglio di Pirlo»

Slaven Bilic prende in prestito il linguaggio del tennis e parla di «match ball» per presentare la sfida di questo pomeriggio a Poznan contro gli azzurri. In realtà, dopo la vittoria contro l’Irlanda, i match ball a disposizione della Croazia sono ben due. Bilic appare spavaldo, soprattutto quando afferma di essere «convinto che con sei punti si passerà il turno. Nessun calcolo e soprattutto toglietevi dalla testa che andremo in campo per accontentarci del pareggio. Di solito diamo il meglio contro le squadre forti, quindi mi ritengo fiducioso».

L’ex difensore del West Ham è consapevole di quanto possa essere difficile la sfida, ma questo «non comporterà cambiamenti nella nostra filosofia di gioco. L’arma del pressing diventerà fondamentale. L’Italia pratica un bel calcio, l’unico modo per mandarla in tilt è essere aggressivi e contrastarla in ogni zona del campo». Poi tesse le lodi di Prandelli. «Da calciatore ho affrontato gli azzurri, ma devo dire che sotto la sua guida l’Italia è diventata una formazione spettacolare, dal gioco spumeggiante». Sotto questo profilo l’Italia può contare su Balotelli e Cassano, apparsi in ombra però contro la Spagna. «Io dico che Balotelli verrà confermato nell’undici iniziale - spiega il tecnico - non si può fare a meno di un giocatore di livello mondiale. Rispettiamo Di Natale, però Mario è un genio. Anche se in alcune circostanze va un po’ fuori dalle righe. Somiglia a certi grandi giocatori del passato. In lui c’è talento e sregolatezza, ma questo è il suo modo di essere». Anche se alla fine il suo giocatore preferito è Andrea Pirlo. «Un signor playmaker, come il nostro Modric, anzi Luka è un po’ meglio... Sono i perni del centrocampo e se girano loro le squadre diventano un’orchestra armoniosa. Pirlo è il giocatore più importante di Prandelli, quindi dovremo fare in modo che se ne stia buono». Sulle tracce dello juventino ci sarà Ognjen Vukojevic, centrocampista muscolare della Dinamo Kiev, uno che non va tanto per il sottile.

Bilic però medita almeno una variazione rispetto alla sfida con l’Irlanda. Il dubbio riguarda l’attacco dove lo statico Jelavic, per altro autore di una rete contro la squadra del Trap, potrebbe lasciare il posto al brasiliano, naturalizzato, Eduardo da Silva. Non è più il giocatore apprezzato qualche anno fa all’Arsenal, soprattutto dopo la terribile frattura di tibia e perone della gamba sinistra del 2008, ma è molto rapido e potrebbe creare qualche problema nel pacchetto arretrato azzurro che Bilic ritiene un po’ fermo. Per il resto al Miejski Stadion scenderà in campo la stessa formazione, con Srna riportato sulla linea di difesa e Strinic con licenza di spingere a sinistra. Riconfermato, e non potrebbe essere altrimenti, il bomber Mario Mandzukic, autore di una doppietta e quindi più in palla del «Mario azzurro». Il 26enne attaccante di Slavonski Brod si è scrollato di dosso, almeno per ora, lo scomodo fardello di eterno «vice». Lo è stato di Eduardo alla Dinamo Zagabria e del brasiliano Diego e del bosniaco Dzeko al Wolfsburg. Doveva essere riserva anche all’Europeo, ma il discusso, e polemico, infortunio di Olic gli ha offerto una chance che Mandzukic ha saputo cogliere al volo. Sulla sfida di oggi l’attaccante si dice «dispiaciuto di non affrontare Barzagli. Siamo stati compagni al Wolfsburg, gli avrei fatto passare un brutto quarto d'ora. Anche se è uno dei centrali più forti in circolazione. Segnare un gol a Buffon? È il massimo per qualsiasi attaccante. Spero di riuscirci».