In bilico fra lacrime e sorrisi «Il mio clown vi emozionerà»

Per niente superficiale, figura poliedrica, maestro di arti espressive che partono dalla recitazione alla danza, dalla mimica alla parola, fino al tanto semplice quanto eloquente silenzio; questo è il clown, personaggio che nutrendosi di magia e di poesia trasmette al pubblico una serie di emozioni che sollecitano i sensi, che commuovono, che malinconicamente fanno sorridere. Così si presenta sulla scena del Teatro Strehler Onofrio Colucci, protagonista di Slava's Snowshow, lo spettacolo del grande clown russo Slava Polunin, che per la tappa milanese ha assegnato il ruolo principale di Yellow a Colucci, che di solito veste i panni della sua spalla, il clown verde. «È stato lo stesso Slava a fare questa scelta - racconta Colucci -, perché la sua messinscena, tipicamente russa, è molto "invernale", mentre le mie origini meridionali scaldano lo snowshow rendendolo più "estivo"; rappresento il giusto compromesso tra la stagione fredda di Slava e la solarità degli italiani».
Colucci, circondato da una decina di clown, è interprete di una serie di sequenze di eventi che via via prendono vita, annunciati dalle immagini proiettate. Solitudine, allegria, contraddizione, sorpresa: a tutti capita di affrontare questi stati d’animo, queste condizioni emotive, e Colucci è il protagonista della vita. «Stupisce come cambiando l’ordine dei quadri, la storia e il crescendo emozionale cambino; ogni volta per noi è una sorpresa osservare anche le differenti reazioni del pubblico, accomunate da un grande entusiasmo finale, direi da estasi». Colucci è stato vittima di un’autentica folgorazione: «Quando assistetti a Parigi a uno spettacolo della compagnia Derevo, fondata a San Pietroburgo da Polunin, ho capito quale fosse la mia strada. Da lì ho appreso l’arte del clown, figura che cerca l’intimità e la profondità. Charlie Chaplin, ad esempio, pur intriso di malinconia, era capace di lasciarmi nell’animo un sorriso. Ogni Paese ha la sua tradizione clownesca, ma ho subito percepito una certa compatibilità tra il mio spirito e la visione del clown russo, forte di un’ironia sottile e incredibilmente assurda. Certo che se non hai vestito gli abiti russi, se mai hai bevuto o mangiato con un sovietico, se mai hai goduto delle atmosfere che circondano la terra di Polunin, è difficile anche comprendere le barzellette. Per quanto mi riguarda sono un clown, non per passione, ma per necessità: sono nato così e amo essere me stesso».
Slava's Snowshow
Teatro Strehler
fino al 30 aprile
tel: 848.800304