In bilico tra il sogno e il circo

James Thiérrée torna a Genova a stupire e a far sognare con il suo secondo spettacolo «La veillee des abysses». Da aggi a sabato il Teatro della Tosse si trasformerà in un immaginario mondo onirico dove humor e poesia si fonderanno al fascino del circo, alla disciplina del teatro e alla fisicità della danza in uno spettacolo che è difficile da raccontare perché arriva a toccare le sottili corde interiori degli spettatori facendo nascere in ciascuno emozioni differenti, facendo vivere ad ognuno un diverso e intimo volo all'interno della propria immaginazione.
«La veillée des Abysses» ha inizio dall'evocazione della potenza di Eolo: il vento soffia con vigore e in cinque lottano contro l'uragano che li seppellisce sotto un mare bianco attraverso la ruvida voce di Tom Waits. Si passerà poi dalla forza della natura a quella imbattibile del tempo: oggetti di differenti epoche appartenenti ad una ideale discarica teatrale verranno recuperati nel tentativo di inventare nuovi usi per quei reperti senza tempo.
James Thiérrée, nipote del grande Charlie Chaplin, è un artista a tutto tondo ed è stato in grado di tessere perfettamente la magia del circo, creata dalle acrobazie e scenografie, alle suggestioni tipicamente teatrali senza dimenticare suoni e musiche da sempre ingrediente fondamentale delle sue rappresentazioni. Certo ci si può chiedere come vengano certe idee a James Thiérrée. Interrogato proprio su questo argomento, lui stesso risponde così: «Io parto dalla materia bruta, da fatti concreti, da gesti semplici. Lo spettacolo si compone un passo alla volta, si modifica da solo attraverso le diverse sue rappresentazioni. Tutto è costantemente in divenire. Chi pensa di costruire un'opera ad ogni istante si rende conto fino a che punto i suoi elementi fuggano dal completo controllo del creatore stesso. All'inizio, immagino una storia, poi insieme ai miei artisti ci lavoriamo sopra. Gli artisti sono acrobati, contorsionisti, musicisti; io ascolto i loro desideri. Insieme, noi ascoltiamo il pubblico e le loro reazioni. Non solamente le manifestazioni di gioia, gli applausi, ma anche il respiro di una sala. Ciò è essenziale per mantenere il ritmo, oltrepassare la performance, il puro numero circense, e arrivare all'umanità delle persone. Esprimere lo “scorrere della vita”, lasciare che il cuore si apra all'innocenza ritrovata delle emozioni e delle risa, lasciarsi guidare dall'incanto surrealista delle immagini. E, soprattutto, crederci».
Info: Teatro della Tosse 010 2487011, www.teatrodellatosse.it; botteghino 010 2470793.