Bill Murray instancabile seduttore

Perso nella traduzione (Lost in Translation) alla Mostra di Venezia del 2003, ritrovato al Festival di Cannes del 2005 fra i premiati Broken Flowers («Fiori spezzati») di Jim Jarmusch, Bill Murray seduce ancora in trasferta. Se il suo stranito personaggio non è più a Tokio, conserva un’aria attonita anche quando vaga nell’interno degli Stati Uniti, inseguendo amori finiti con donne raramente liete del riapparire d’un ricordo non entusiasmante.
Julie Delpy, Sharon Stone, Frances Conroy, Jessica Lange e Tilda Swinton impersonano il notevole cursus honorum del seduttore. Pretesto per ripercorlo a ritroso è la lettera anonima di una di loro, dove si legge: «Sei padre da vent’anni». Broken Flowers evoca così Filumena Marturano, con la variante che Murray, oltre ad avere ignorato di esser padre, ignora chi sia la madre. Però Jarmush non dedica il film alla memoria di De Filippo o di De Sica (che ne trasse Matrimonio all’italiana); nei titoli di testa cita invece Jean Eustache per La maman et la putain, un classico sull’incomprensione fra uomini e donne, ma noto solo ai topi da festival.
Come sempre con Jarmusch (regista di Benigni in Daunbailò, Taxisti di notte e Coffee and Cigarettes), il ripetersi di una situazione viene accettata da certa critica come prova d'alta cifra stilistica. Ma è solo segno d’incapacità di raccontare, di sviluppare un soggetto in tempi stretti, con un ritmo sostenuto. Infatti Jarmusch stenta nel lungometraggio: ha solo il passo del film a episodi. In Broken Flowers schiera comunque nomi di riguardo, che lavorano per lui proprio perché è noto come regista da Festival. Anche i bluff servono.
Quanto al genere, Broken Flowers non è un film erotico, non è un film sentimentale della second chance e non è un poliziesco. Murray lo definisce «un giallo del cuore, con pochi dialoghi e molta musica etiopica». Il che non significa nulla. Chi dovrebbe irritarsi di essere preso per il naso da Jarmush per quasi due ore - con le elucubrazioni di uno sfaccendato dalla vita sessuale debole, ma dagli stimoli ancora forti - è il pubblico. Chi però andrà a vedere Broken Flowers, lo farà credendo nella stampa devota a Jarmush. E quando sarà disilluso, non avrà il coraggio di ammettere di aver perso tempo non solo col film, ma con le sue recensioni.

BROKEN FLOWERS di Jim Jarmusch (Usa, 2005) con Bill Murray, Julie Delpy. 105 minuti