Billè sconfitto, i suoi conti restano sotto sequestro

da Roma

Il Tribunale del riesame di Roma ha respinto il ricorso presentato dai difensori dell'ex presidente di Confindustria, Sergio Billè. I legali di Billè, Titta Madia e Livia Lo Turco, avevano presentato ricorso al Riesame contro il provvedimento del gip Orlando Villoni che aveva disposto, tra l'altro, il sequestro di conti correnti su cui sono depositati 100mila euro, risorse riconducibili personalmente all’ex patron di Confcommercio. Il ricorso è stato respinto dal collegio presieduto dal giudice Giuseppe D'Arma. I difensori di Billè hanno annunciato che presenteranno ricorso per Cassazione.
Tra 20 giorni, intanto, la Confcommercio avrà il suo nuovo presidente. Lo ha sancito il parlamentino della confederazione dei commercianti, circa 140 componenti, che si è riunito ieri per approvare il bilancio preventivo 2006 e, soprattutto, per includervi, facendolo scomparire, il cosiddetto fondo del presidente, quasi 15 milioni di euro che andranno a rimpinguare le casse delle Ascom territoriali. L'assemblea generale del 10 febbraio eleggerà il successore di Sergio Billè che proprio sul fondo del presidente e i rapporti con Stefano Ricucci è affondato.
La presidenza di Billè è ormai un capitolo chiuso e la lettera che ha inviato ai dirigenti alla vigilia del parlamentino non è servita a riaprirlo. La risposta all’offerta di Billè - autosospesosi dalla carica dopo essere finito nel mirino della magistratura per l'uso fatto del Fondo del presidente - di «riprendere insieme il cammino interrotto», dopo una sospensione «per tirare un attimo il fiato» come scrive nella lettera ai dirigenti, sta tutta nel comunicato diffuso al termine della riunione del Consiglio generale. Sì all'unanimità al bilancio «del nuovo corso» che ammonta a 52,2 milioni di euro, e rilevanti modifiche statutarie che prevedono nuove norme per la sfiducia al presidente.