Billy Budd originale «chiude» il Carlo Felice

Barbara Catellani

Grande attesa e curiosità per la chiusura della stagione operistica del Teatro Carlo Felice, che domani proporrà la prima serata dell'eccezionale allestimento del Billy Budd di Benjamin Britten, uno dei vertici del teatro musicale del '900, composta dall'autore sull'omonimo romanzo di Hermann Melville. L'avvenimento - come ha sottolineato il Sovrintendente Gennaro Di Benedetto - ha una valenza artistica di eccezionale portata, essendo l'esordio a Genova e addirittura in Italia dell'opera nella sua versione originale del 1951 in quattro atti, successivamente ridotta a due dall'autore stesso per ragioni cinematografiche. Questa spettacolare produzione, che appartiene alla Wiener Staatsoper con la pregevole regia di Willy Decker - già regista del Peter Grimes genovese - e con la direzione d'orchestra del Maestro Jonathan Webb, prevede la partecipazione del Coro del Teatro Nazionale «S.Carlos» di Lisbona accanto a quello del Carlo Felice - entrambi in questa occasione esclusivamente maschili - e al coro delle voci bianche del Conservatorio Paganini, per rendere gli strabilianti effetti dinamici richiesti dalla partitura.
All'incontro con i giornalisti, oltre che al segretario artistico Alberto Triola, all'assessore alla Cultura della Provincia Cristina Castellani e a Marco Salotti, docente di Storia del Cinema all'Università di Genova, erano presenti i cantanti protagonisti dell'opera, il tenore Robert Brubaker, il baritono Dwayne Croft e il basso Samuel Ramey. I tre artisti hanno presentato, attraverso un arguto e vivace scambio di opinioni fra loro, i rispettivi personaggi - il capitano Vere, Billy Budd e il perfido John Claggart - delineandone le caratteristiche e la simbologia all'interno di un'opera assai complessa, basata sul conflitto tra Bene e Male intese nella loro valenza sovrannaturale e nel loro difficile rapporto con la psiche e la razionalità umana; elementi che la collocano pienamente in quella crisi psicologica del soggetto e della sua personalità tipica della cultura novecentesca.
L'incontro si è concluso con l'intervento di Cristina Castellani e di Marco Salotti, che hanno presentato «Vele e Cannoni. La Lanterna. Un porto per Billy Budd», iniziativa in collaborazione con il Teatro, che riprende il tema «marinaro» - già avviato del resto in occasione dell'allestimento de Il Corsaro di Giuseppe Verdi - proponendo per sabato un curioso ed affascinante «cammino» tra video, musica e testimonianze legate all'epoca di Billy Budd, il tutto all'interno del museo della Lanterna, celebre e suggestivo simbolo di Genova città sul mare.