Billy Wilder, a qualcuno non piace l’American dream

Riuscì, con il suo tocco inconfondibile, a stravolgere i canoni dell’happy-end del sogno americano, costringendo una nazione a guardarsi allo specchio, a sdraiarsi su un lettino per confessare i propri paradossi e la perdita della propria identità. Un’America che lo ha applaudito e premiato ma senza amarlo, fino al punto di metterlo da parte. Perché in pochi come questo austriaco, nativo dei Carpazi, sono stati capaci di capire così a fondo la società americana. A Billy Wilder è dedicata una preziosa retrospettiva, promossa dalla Fondazione Cineteca Italiana, dal titolo Il tocco di Billy Wilder che da oggi all’8 giugno offrirà una mirata panoramica del suo inconfondibile stile. Senza dare lezioni morali, Wilder riuscì, di volta in volta, a far riflettere lo spettatore usando però strade diverse che potevano passare per il disincantato e graffiante divertimento o per il sofferto dramma sociale. Sugli schermi dello Spazio Oberdan sfileranno dieci titoli.
Si parte oggi col pessimistico (la natura umana ingannatrice) A qualcuno piace caldo interpretato dalla sensuale Marilyn che sconvolge i due musicisti Jack Lemmon e Tony Curtis. Nel pomeriggio, invece, spazio a Non per soldi... ma per denaro che consacrò una delle coppie più riuscite del grande schermo, composta dallo stesso Lemmon e da Walter Matthau che ritroveremo, il 31, in Prima pagina, feroce presa in giro della stampa americana. Completa, oggi, il cartellone Testimone d’accusa, un giallo fuori dai canoni tradizionali con protagonista una magnetica Marlene Dietrich. Si prosegue, il 25, con Uno, due, tre!, con James Cagney, brillante satira sulla guerra fredda mentre il 28 l’appuntamento è con Viale del tramonto, il noir che mise alla berlina «il lato peggiore di Hollywood raccontandolo nel modo migliore». Il 29 si potrà optare tra il Dean Martin di Baciami stupido e la Barbara Stanwyck del noir La fiamma del peccato. Infine, la commedia Arianna (il 30 maggio) con Audrey Hepburn e il cinico L’asso nella manica (il 31) nel quale un giornalista (Kirk Douglas) disposto a tutto per uno scoop ritarda il soccorso di un operaio rimasto sepolto in una miniera. Alla faccia dell’«American dream».
Il tocco di Billy Wilder
Fino all’8 giugno
Spazio Oberdan
Info: tel. 02.77406300