Bimba abbandonata alla nascita viene "adottata" da una cagnetta

Argentina commossa per la storia della piccola "esperanza". Come nel "Libro della giungla" un neonato salvato dagli animali. Ha afferrato il ebbè in bocca e lo ha portato nella tana. Qui gli altri cuccioli hanno riscaldato la piccola

Non sarà stata salvata da un branco di lupi nel mezzo della giungla indiana, ma la storia della piccola Esperanza ricorda molto Il libro della giungla di Rudyard Kipling. A salvare il piccolo «cucciolo d’uomo» dal freddo della notte invernale argentina è stata però una più «civilizzata» e innocua cagnolina. Spinta dall’istinto materno China, la cagnetta-eroina, si è avvicinata alla piccola, ha afferrato delicatamente il corpicino nudo e con tanto di cordone ombelicale e lo ha trascinato al caldo della sua cuccia, tra i propri piccoli. Un salvataggio da fiaba che, una volta scoperto dal suo padrone, ha attirato l’attenzione dei media argentini e ha commosso il Paese.

La storia di Esperanza e di China è accaduta ad Abastos, un paesino povero della periferia di Buenos Aires, a 50 chilometri dalla capitale argentina. Nella notte di mercoledì scorso (le prime ore del mattino di giovedì in Italia), la neonata viene abbandonata dalla madre in un terreno incolto subito dopo il parto. China, un meticcio di pastore tedesco, la salva portandola amorevolmente fino alla cuccia: un quadrato di terra battuta protetta da una costruzione precaria fatta di lamiere ondulate e reti metalliche. Lì il bebè, con un principio di ipotermia, viene coccolato e riscaldato dalla cagnetta e dai sei suoi cuccioli. Il pianto continuo della bimba che interrompe la quiete notturna della zona sveglia il padrone di China, Favio Anze, un giovane bracciante agricolo originario della Bolivia, che con sorpresa scopre quanto accaduto. L’uomo tira fuori la neonata dall’accozzaglia di pellicce dei «fratellastri», avvisa la polizia e porta la bambina in ospedale. «Era sporca, piena di fango e con qualche ferita», ha poi raccontato fiero Favio, al fianco dell’eroina a quattro zampe. Arrivata all’ospedale Alejandro Korn, la bimba è stata medicata dalle leggere abrasioni provocatele da China durante il trasporto, ha ricevuto le prime vaccinazioni ed è stata battezzata Esperanza dal personale medico. «La bambina ha poche ore di vita ed è nata dopo una gestazione di 39 settimane - ha poi affermato il direttore dell’ospedale, Egidio Melia -. Pesa quattro chili ed è in buona salute».

Esperanza è stata sottoposta a un trattamento medico per evitare i rischi di infezione ed è tenuta sotto osservazione.
Il mistero sui genitori della piccola è durato poco. All’ospedale si è infatti presentata una giovane quattordicenne, che ha ammesso di essere la madre di Esperanza, e che vive nelle vicinanze della zona in cui la bambina è stata ritrovata. La ragazza-madre avrebbe partorito da sola in aperta campagna e si sarebbe disfatta del fagottino subito dopo il parto. Nessuno, al di fuori di China, si è accorto di nulla e anche i genitori della precoce madre non sarebbero stati a conoscenza della gravidanza della figlia. «La giovane madre è arrivata in uno stato di choc emozionale», ha raccontato il dottor Melia che l'ha visitata al suo arrivo. Sui motivi del suo gesto, però, la quattordicenne ha preferito non dire nulla. Anzi, «ha evitato di parlare del bebè», ha spiegato il personale medico. L’unica certezza è quella espressa dal dottor Melia: «L'istinto materno della cagnetta è stato più forte dell'istinto materno della madre».