«Bimba io vado, ci pensi tu?» «Certo topino mio, come ieri»

Cinque del pomeriggio di un giorno qualunque nell’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia. Il dottor Massimo Piccirilli timbra l’uscita della moglie, la dottoressa Patrizia D’Alessandro, quando lei in realtà è fuori dall’ospedale almeno da 4 ore. Uno dei tanti esempi del sistema di copertura reciproca cui i due dipendenti facevano ricorso per nascondere le ore di lavoro saltate. Comportamenti provati da registrazioni di telecamere del nosocomio e confermate dalle intercettazioni telefoniche cui la coppia era sottoposta, come a esempio quella del 20 giugno 2007. Massimo: «O bimba». Patrizia: «Ti volevo dire se potevi fare qualcosa adesso». Massimo: «Certo». P: «Sì, sì va bene topino... allora me fai... appena possibile, ok?». M: «Sì, sì». P: «Ricordati!». Oppure come quella del 26 giugno. P: «Massimo, dove sei?». M: «In consulenza». P: «E allora vado via?». M: «Sì sì». P: «E poi pensi tu a tutto?». M: «Va bene».