Bimba morta in casa: è omicidio Madre indagata

da Vercelli

L'unica cosa certa è che Matilda B., una bimba di 22 mesi, è morta a causa di un grave trauma addominale che le avrebbe spappolato i reni e il fegato, una botta forse provocata da un corpo contundente. A stabilirlo è stata l'autopsia richiesta dalla procura di Vercelli. E ora la madre, Elena Romani, una hostess di 31 anni, ufficialmente residente a Legnano ma di fatto abitante a Roasio (dove si è consumata la tragedia) è indagata per omicidio. Ieri è stata interrogata per oltre cinque ore insieme col suo convivente Antonio C., dal procuratore di Vercelli Giangiacomo Sandrelli. Secondo indiscrezioni, l’uomo avrebbe fornito dichiarazioni ai magistrati non sempre coincidenti con quelle della donna. Gli atti sono stati secretati. Uscendo dagli uffici giudiziari, Sandrelli ha detto: «Ci stiamo occupando della vicenda di Roasio, non abbiamo preso ancora nessun provvedimento e posso solo dire che non si tratta di una morte naturale».
La piccina è deceduta in ospedale il 2 luglio, dove era stata portata dal 118 chiamato dalla madre che, in preda al panico, chiedeva aiuto per la piccola che a suo dire si era sentita male. Nonostante la rapidità dei soccorsi e le prime cure dei medici, Matilda aveva smesso di respirare poche ore più tardi. In un primo momento i medici avevano ipotizzato un arresto cardiocircolatorio legato a un problema di coagulazione del sangue. Ma per far maggiore chiarezza il magistrato aveva disposto l'autopsia. Inquietante il risultato dell'esame: la neonata è morta a causa di un grave trauma addominale. Dopo l'interrogatorio Elena Romani è tornata a casa. E attraverso il suo avvocato respinge ogni accusa.