Bimba morta, il giallo della telefonata

Formia: la donna ha detto di aver ricevuto una chiamata di pochi istanti. Invece ha parlato per mezz’ora

da Formia (Latina)

Emergono nuovi particolari sul giallo della bambina americana trovata morta lunedì sera nella vasca da bagno dell'abitazione in via Piscinola, a Formia. Dopo l'acquisizione dei tabulati telefonici, disposta dal sostituto procuratore di Latina Giuseppe Miliano, è risultato che poco prima dell'Sos, lanciato dalla madre di Brooke Salinas alle 18.01, c'è stata una telefonata di mezz'ora. Dunque non una telefonata di pochi secondi come aveva dichiarato Naomi Elisabeth Costa, 22 anni di San Antonio in Texas. La chiamata è partita sembra dalla base americana di Gaeta verso l'abitazione della donna.
A fare quella telefonata potrebbe essere stato il marito (separato, Miguel Antonio Salinas, anche lui 22enne). Questo l’ennesimo elemento che stride con le prime dichiarazioni fornite dalla donna, durante l'interrogatorio. Una versione che evidentemente non deve avere convinto a pieno il sostituto titolare dell'inchiesta, coadiuvato nelle indagini dalla polizia di Formia. La donna, infatti, sarà sentita ancora nella giornata di oggi, motivo per cui la salma della piccola Brooke si trova ancora nell'obitorio dell'ospedale di Gaeta Finora lei ha sempre ripetuto la stessa versione. E cioè che ha lasciato la piccola Brooke e il fratello di tre anni nella vasca idromassaggio per andare a prendere degli asciugamani, tornando ha risposto a una telefonata del marito e quando è arrivata in bagno la bambina non respirava più. Ha provato a rianimarla, ha chiesto aiuto, è corsa in ospedale ma non c'era più nulla da fare. L'uomo, invece, in servizio presso la base Nato di Gaeta e con rapporti tesi con la moglie, nega di aver chiamato.
Intanto i magistrati non hanno ancora concesso il nullaosta per il trasferimento della salma negli Stati Uniti. Prima vogliono vederci chiaro, potrebbero essere necessari nuovi esami.
Un giallo, quello della telefonata, che si aggiunge a quello del mancato annegamento della bimba stabilito ieri dall'autopsia. Inizialmente si pensava che Brooke fosse annegata ma l'esame eseguito dal medico legale ha stabilito che non c'era acqua nei polmoni e che la morte è avvenuta per una crisi respiratoria. Un «quadro» comunque compatibile con la ricostruzione della mamma.