Bimba nel pozzo, corsa inutile: era morta subito

Il dramma di Mahi (nella foto), la bambina indiana caduta mentre giocava mercoledì, giorno del suo quinto compleanno, in un pozzo di 25 metri a Manesar (sud di New Delhi) si è concluso in tragedia ieri quando dopo 86 ore il suo corpo senza vita è stato riportato alla luce e caricato per una inutile corsa verso un ospedale su una automabulanza militare. Il decesso di «Baby Mahi», che alcuni medici e specialisti avevano considerato possibile per le circostanze dell’incidente, non è stato reso noto subito e per qualche decina di minuti milioni di persone hanno sperato in un miracolo che però, come nel caso di Alfredino Rampi a Vermicino nel 1981, non c’è stato. Il dott.Praveen Garg, responsabile dell’equipe medica dell’Ospedale Civile di Gurgaon dove è stata portata una volta in superficie, ha detto che la bambina «è giunta cadavere e non abbiamo potuto fare altro che costatarne l’avvenuto decesso». L’autopsia ha fugato gli ultimi dubbi e chiarito che anche se il tunnel parallelo fosse stato scavato più rapidamente di quanto avvenuto dalle circa 100 persone che vi hanno lavorato, la vita di Mahi non sarebbe comunque stata salvata.