Bimba uccisa in casa con un calcio: arresti domiciliari per la mamma

da Vercelli

Va agli arresti domiciliari Elena Romani, la donna accusata di aver ucciso con un calcio la figlioletta Matilda, di solo 22 mesi. Matilda era morta nel pomeriggio del 2 luglio, il 14 la mamma era stata arrestata per omicidio volontario. Le perizie avevano avuto un risultato controverso, ma sempre in estate il tribunale del riesame aveva riletto le intercettazioni telefoniche e su quella base aveva derubricato l’accusa in omicidio preterintenzionale. Ma la Romani era rimasta in cella.
Ora il gip di Vercelli ha deciso di attenuare la custodia, i pubblici ministeri avevano espresso parere contrario. La morte della piccola era avvenuta in circostanze misteriose il 2 luglio.
La piccola in quel momento si trovava a Roasio, in provincia di Vercelli, nella villetta a due piani di Antonio Cangialosi, ex compagno di Elena, pure indagato. Alle 16 Matilda si era sentita male, aveva vomitato, poi era deceduta in braccio all’uomo.
Secondo la Procura, la mamma, indispettita perché la bambina aveva vomitato, le avrebbe sferrato un calcio. Un colpo fatale: il «trauma contusivo lombare» avrebbe causato la rottura del fegato e di un rene, provocando infine la morte della sventurata. Sul corpicino sono stati trovati dei segni che lasciano pensare a una delle scarpe utilizzate dalla donna. Il duello fra accusa e difesa prosegue. Elena intanto può tornare a casa.