Bimba uccisa, Savona incolpa i fascisti

SavonaConsiglio comunale ad alta tensione quello che si è svolto ieri a Savona. All’ordine del giorno tre interpellanze del PdL. E il clima si scalda già alla seconda, quella che solleva le critiche pesanti della sinistra e che arriva dal consigliere Alfredo Remigio, in merito alla intitolazione di una via o di una piazza oppure istituzione di una «Giornata del Ricordo» in memoria di Giuseppina Ghersi. Anche la terza, di Alessandro Parino, inerente all’ordine pubblico di una zona molto precisa di Savona (situazioni di disagio e insicurezza in piazza del Popolo derivanti dalla presenza di extracomunitari, ubriachi, senza fissa dimora) è molto sentita. Via Busserio è una strada pubblica che il comune di Savona ha chiuso al traffico veicolare, creando disagio ai residenti.
Il dibattito si infiamma sul caso della scolara savonese tredicenne, che il 26 aprile 1945, fu rapita, stuprata e assassinata da tre partigiani comunisti, per aver scritto un tema di lode al Duce. I tre criminali non scontarono un solo giorno di prigione, in successivi dibattiti, notabili comunisti affermarono che si trattò di una regolare esecuzione di una «spia fascista» e diedero la loro assoluzione morale per questo atto terribile. Nella interpellanza si chiede l’intitolazione di una via o di una istituzione a nome della povera bimba. Nel 65° anniversario del barbaro assassinio partigiano. «Ancor oggi la stragrande maggioranza dei nostri concittadini non ha potuto conoscere la sua terribile storia per via di un incomprensibile clima di omertà e silenzio - scrive Remigio nella sua interpellanza -. La famiglia distrutta per l’accaduto e derubata dei propri averi non ha mai avuto giustizia. Oggi tutti i responsabili di quell’orrendo misfatto sono scomparsi, credo sia doveroso continuare ad impegnarsi affinché si renda testimonianza a questa terribile vicenda. Ritengo possibile fare un passo in più dalle istituzioni e dell’amministrazione. Credo fortemente nella necessita di consegnare ai nostri figli una memoria condivisa sul passato e questo non per ragioni ideologiche bensì etiche. Trovo che questi 65 anni di silenzio siano inaccettabili da qualsiasi persona democratica e di cuore, senza voler nulla togliere alla Resistenza alle cui radici e nata la nostra Nazione». Tutti motivi più che sufficienti per chiedere a sindaco e maggioranza quali azioni intendano intraprendere per ricordare un fatto che purtroppo fa parte della storia savonese.
All’interpellanza risponde l’assessore alla cultura, Ferdinando Molteni, che inizia manifestando condanna per l’omicidio della povera ragazzina, ma purtroppo non smentisce la sua appartenenza di sinistra, finendo il suo intervento in modo estremamente ambiguo e ribaltando la responsabilità della morte di Giuseppina Ghersi sulla dittatura fascista, in quanto chiara - parole testuali dell’assessore - appare la responsabilità, del regime fascista repubblicano, anche in questo caso. Da segnalare l’uscita polemica dei rappresentanti dei Comunisti Italiani dal settore del pubblico appena il consigliere Remigio ha iniziato la lettura del testo della interpellanza.
Finisce in propaganda politica anche l’interpellanza sulla situazione di pericolo sociale descritta da Parino in Piazza del Popolo, una piazza con area a verde pubblico, occupata da anni da ubriachi, barboni e balordi che rendono la vita difficile ai passanti, ai negozianti senza che si veda un intervento incisivo e risolutivo da parte delle autorità. Sul tema prende la parola l’assessore Paolo Caviglia e spiega che esiste un problema di personale di Polizia Municipale che non può essere assunto a causa dei limiti alle risorse imposte dal governo di centro destra. Inoltre afferma che la gestione dell’ordine pubblico sarebbe di competenza delle forze dell’ordine, polizia e carabinieri, ed invia il presentatore dell’interpellanza, Alessandro Parino ad essere meno aggressivo verso i membri della giunta. Anche in questo caso Parino non può che dichiarare la propria insoddisfazione per la risposta ottenuta. L’assessore Caviglia aveva già scontentato Parino anche in merito a un’interpellanza sulla chiusura al traffico veicolare di via Busserio. secondo la giunta infatti il divieto di accesso e stato richiesto dai residenti, in una via molto breve, lunga circa 20 metri, con un traffico veicolare difficile e posteggi illeciti che renderebbero difficoltosa la circolazione. Inutile insistere.