Bimbe in gabbia Unicef sdegnata: «Intollerabile»

da Napoli

Gli ispettori del ministero della Giustizia sono stati ieri a Napoli per incontrare il procuratore generale e il presidente della Corte di appello, allo scopo di accertare eventuali responsabilità nella vicenda della madre nomade rinchiusa in una gabbia del tribunale con le due figliolette di un anno e tre anni. Nei prossimi giorni, la Procura generale e la Corte di appello faranno pervenire in via Arenula una relazione sull'accaduto, che ha provocato aspre polemiche e un coro unanime di condanna, sia da esponenti di governo, sia da esponenti dei due schieramenti di centrodestra e centrosinistra.
L’Unicef ieri ha duramente censurato l’episodio, parlando di «sdegno e preoccupazione». Secondo l’organizzazione dell’Onu per i diritti dei bimbi bisogna ampliare il sistema di garanzie dei diritti, istituendo al più presto il Garante nazionale per l'infanzia e quelli regionali dove mancano «che abbiano il compito di tutelare i diritti dei bambini in tutto il territorio attraverso un continuo e attento monitoraggio».
Il ministero della Giustizia ha chiesto spiegazioni al tribunale di Napoli.
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