Bimbi stuprano bimba: «Ispirati dalla tv»

da Cagliari

Ispirati dalla tv: volevano emulare quegli stupri messi così tanto in risalto dalla televisione. E hanno fatto altrettanto, nei confronti di una bambina di 9 anni. E loro, i baby-violentatori, hanno solamente tra gli undici e i tredici anni. Violenze ripetute, andate avanti tra novembre e dicembre dell'anno scorso e saltate fuori solamente adesso perché la piccola vittima ha avuto il coraggio di raccontare alla sua maestra quell'orrore subito. Le indagini, infatti, sono partite dopo la richiesta d'aiuto della bambina, la quale si è confidata prima con un'insegnante, poi con una sorella e con la mamma. A quel punto sono intervenuti i carabinieri.
Un'Arancia meccanica in pantaloni corti che è emersa dopo lunghe indagini da parte dei carabinieri a Tempio Pausania, in Gallura. Per tre minorenni è scattata così l'accusa di violenza sessuale: il «capo branco» ha solamente undici anni, gli altri due non superano i tredici, elemento questo che non li rende formalmente imputabili. Per tutti sono partiti altrettanti provvedimenti cautelari emessi dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale per i minorenni di Sassari, su richiesta del procuratore della Repubblica, Francesco Verdioliva, che ha applicato nei loro confronti la misura di sicurezza e ha deciso di mandarli in comunità per minorenni. I tre sono cresciuti in famiglie normali, due legati al mondo agropastorale, uno, invece, è figlio di un operaio e di una casalinga. La vicenda di cui sono protagonisti non è solo agghiacciante - vista la giovanissima età di aguzzini e vittima - ma anche sconvolgente visto che in questo caso a finire sul banco degli imputati non ci sono solo i tre minori, ma anche e soprattutto la televisione.
Gli inquirenti, infatti, hanno tirato in ballo proprio alcune trasmissioni di cronaca nera, mandate in onda in orario non protetto, quindi di massimo ascolto anche per i più giovani, che prendevano spunto da analoghi fatti accaduti nel resto d'Italia. Ovviamente, non si è parlato di quali programmi abbiano scatenato la violenza e in quale rete siano andati in onda. E pare che non sia un caso isolato. «Negli ultimi mesi del 2006 - hanno inoltre sottolineato gli investigatori - in tutto il nord Sardegna si sono verificati episodi di violenze sessuali di gruppo, stranamente in coincidenza con la messa in onda di trasmissioni televisive sull’argomento, peraltro, visibili in ore di massimo ascolto e in concomitanza di episodi simili accaduti in altre regioni italiane».
Grazie al lavoro dei carabinieri e di alcuni psicologi, sono emersi i dettagli della violenza. La baby gang era formata da tre ragazzini, due tredicenni e uno di 11, definito una figura carismatica che aveva attratto gli altri due. Altri quattro ragazzi, anch'essi con meno di 14 anni, erano stati coinvolti, anche se non attivamente, negli episodi: secondo il procuratore si limitavano ad assistere. Abusi pesanti, da film a luci rosse, che sono durati diverso tempo, sempre fuori dalla scuola e principalmente nei giardini pubblici fino a quando la bambina in lacrime ha avuto il coraggio di raccontare tutto alla sua maestra. A quel punto, l’insegnante ha avvertito i militari che sono risaliti ai tre giovanissimi stupratori, tutti appartenenti a famiglie normali di lavoratori. I tre sono stati prelevati da personale femminile dell'Arma e accompagnati in altrettante comunità per minorenni della Sardegna, perché gli inquirenti ritengono che esista il pericolo di reiterazione di reato.
Anche la piccola vittima, che è stata sottoposta a una visita specialistica, non sarà lasciata sola, ma saranno le istituzioni con i mezzi più appropriati ad aiutarla a superare il dramma e a reinserirsi nella società.