Bimbo di 7 anni muore schiacciato dal cancello

Tragedia a Vaprio d'Agogna, nel Novarese. Il piccolo, Alberto Beldì, stava giocando nel giardino di casa  con due fratelli più piccoli e altri bambiniquando il cancello si è staccato dai cardini travolgendolo

Novara - Un attimo prima giocava spensierato nel cortile di casa, in compagnia dei due fratellini più piccoli e di altri bambini. Poi lo schianto, e Alberto Beldì, sette anni appena, è morto sotto il peso del cancello della villetta che la sua famiglia stava facendo ristrutturare. Un tragico incidente, che ha trasformato la tranquilla domenica di Vaprio d'Agogna, 950 abitanti in provincia di Novara, in un incubo. "Abbiamo sentito delle urla e siamo usciti di casa per vedere cosa stesse capitando", raccontano alcuni vicini di casa che per primi hanno soccorso la piccola vittima. "I bambini - aggiungono ancora scossi per la tragedia - piangevano nel cortile dei Beldì". Il corpicino di Alberto era lì, schiacciato sotto il peso del cancello che - per cause che ora dovranno essere appurate dai carabinieri - si è staccato dai cardini e lo ha travolto.

"All'inizio - raccontano gli zii della vittima - pensavamo che non avesse funzionato la fotocellula del cancello e che Alberto fosse finito pizzicato dai battenti, ma poi abbiamo capito che non era così e che il cancello si era stacca dal muro e lo aveva colpito. Una tragedia assurda - sottolineano - che non ha spiegazione. E che aumenta ancora di più la nostra disperazione".

Per liberare il bambino da quei pesanti battenti i soccorritori ci hanno messo almeno un'ora. "L'ambulanza è arrivata subito - dicono i vicini - ma non è stato facile soccorrerlo, perché quel cancello era davvero pesante". Inutile la corsa all'ospedale Maggiore di Novara e il ricovero nel reparto di rianimazione, dove Alberto è morto per le ferite riportate nell'incidente. La tragedia ha gettato nella disperazione la famiglia di Alberto - il padre Fabrizio, la madre Ivana e i due fratellini Giulia e Alessio - che è molto conosciuta a Vaprio d'Agogna. Qui infatti c'é l'azienda fondata dai nonni - la 'Nuova Elva', specializzata nella produzione di sistemi di automazione - e la villetta di via Baraggiola che i Beldì avevano fatto costruire con amore e sacrifici. "Era la dimora dei loro sogni", dicono distrutti dal dolore gli zii, che ora piangono la morte del loro nipote. "Una morte - ribadiscono affranti - assurda e inspiegabile".