Bimbo annegato in casa: i carabinieri non escludono alcuna pista. La Procura ha deciso di aprire un fascicolo contro ignoti Lecco, si indaga per omicidio e rapina

Anna Savini

da Casatenovo (Lecco)

In famiglia giurano di avere le prove che scagionano la loro Mary. La Procura di Lecco apre un fascicolo a carico di ignoti per gli «ipotizzati reati di tentata rapina e omicidio» come se stesse dando ragione ai Magni. Però i carabinieri aggiungono «che tutte le ipotesi investigative restano aperte». Al quarto giorno dalla morte di Mirko Magni, trovato senza vita mercoledì mattina nella piccola vaschetta dove sua mamma gli stava facendo il bagno, la soluzione del giallo di Casatenovo è ancora tutta da scoprire.
Ieri c’è stato un vertice delle forze dell’ordine. Quando i carabinieri di Lecco hanno annunciato un comunicato, tutti si aspettavano il nome dell’assassino del bimbo di 5 mesi. Invece è arrivata la notizia del procedimento penale che in realtà è un fatto dovuto, visto che annuncia un’indagine per il reato denunciato dalla madre (tentata rapina) e per la morte del neonato. E infatti, a conferma che il caso non è ancora chiuso, c’è anche la dichiarazione che le indagini proseguono «su tutti i fronti». Se invece fosse vero quel che dice la famiglia, che hanno le prove per dimostrare che Maria Patrizio Magni non ha mentito parlando di un’aggressione, allora il comunicato avrebbe un altro significato. Ma è ancora troppo presto per saperlo.
Dopo aver difeso la moglie, Cristian Magni si è rinchiuso nella casa dei genitori con il resto della famiglia. Uno dei parenti di Maria, che non abita nella Brianza lecchese ma è accorso al suo fianco, ha detto: «Qui non c’è nessun’altra Cogne. Mary è innocente, ve lo dimostreremo».
I Magni hanno annunciato di voler nominare un avvocato che tuteli i loro interessi, confermando la tesi che la mamma è stata vittima di un ladro che l’avrebbe colpita alle spalle senza curarsi del fatto che il bambino stava per scivolare in acqua e affogare. Il marito conferma di averla trovata sanguinante, senza sensi e legata a una sedia rovesciata a terra.
Poi ci sono tanti piccoli elementi che - almeno a quanto detto in un primo momento - non tornavano. I carabinieri affermano di non essere pronti a divulgare ufficialmente gli esiti dell’autopsia perché mancano ancora i risultati. E anche le indagini dei Ris richiedono tempo. Poi arriva l’ultimo comunicato che potrebbe lasciare intendere che sia stato tutto un grosso errore, ma lascia anche la sensazione che la verità sia ancora lontana da scoprire.
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