Bimbo morto per meningite

Paura a Rieti dopo la morte di un bambino di 18 mesi per meningite. Il piccolo era stato ricoverato all’ospedale San Camillo de Lellis, dove ieri mattina è stata eseguita l’autopsia. La Asl di Rieti ha già attivato un numero verde 800019342 per informare la cittadinanza sui sintomi della malattia e il sindaco Giuseppe Emili, per motivi di ordine pubblico, ieri ha chiuso le scuole su tutto il territorio comunale.
I sanitari dell’ospedale ipotizzano che a uccidere il bimbo sia stata una meningite da meningococco, ma per avere la sicurezza bisognerà attendere il responso dell’esame autoptico. Intanto l’azienda ha avviato un’indagine epidemiologica sui soggetti a rischio di contagio, primi fra tutti i parenti del piccolo. Medici di famiglia e pediatri sono stati invitati nelle scorse ore a mantenere un «clima sereno», che consenta alle famiglie e agli operatori di «affrontare in modo razionale il problema senza immotivati allarmismi». «La meningite da meningococco è una patologia piuttosto rara - spiega la Asl locale - ogni anno vengono notificati in tutta Italia dai 200 ai 300 casi complessivi, la stragrande maggioranza dei quali in bambini o giovani adulti. Purtroppo, un piccolo numero di situazioni risultano mortali e sono dovute alla cosiddetta forma fulminante di questa patologia».
La trasmissione del meningococco, però, avviene soltanto per contatto diretto, ravvicinato e prolungato con soggetti ammalati, ma il rischio di contrarre la meningite resta ugualmente molto basso. «Per quanto riguarda gli aspetti clinici - sottolinea l’azienda sanitaria - ogni medico sa valutare quando sospettare un caso e come agire. Si raccomanda quindi di ricorrere in prima battuta al proprio specialista, evitando di intasare gli ospedali». Notizie tranquillizzanti arrivano invece da Latina e provincia, dove erano stati segnalati due malati. In giornata, però, la notizia si è sgonfiata. «La sessantunenne, che è arrivata da noi dal nosocomio di Priverno - ha sottolineato Fabrizio Soscia, primario del reparto di malattie infettive del Santa Maria Goretti - ha contratto una forma leggera di meningite ed è in via di guarigione. Tutte le persone che sono state in contatto con lei hanno fatto la profilassi di prevenzione. Il caso di Formia, invece, non è neanche meningite». «Il reparto di controllo del settore infettivo, in collaborazione con quello di Igiene pubblica - ha aggiunto il primario - funzionano benissimo per quello che riguarda la prevenzione, per questo invitiamo tutti i cittadini a fidarsi dell’Asl. In provincia i casi sono stati tre o quattro nell’anno e la chemioprofilassi tempestiva ha consentito di non riscontrare nessuna situazione di meningite secondaria, ovvero su chi ha avuto contatti con il malato».
L’assessore regionale alla Sanità, Augusto Battaglia, tranquillizza gli animi. «Nessun allarme nel Lazio ma casi sporadici in linea con l’andamento normale della malattia - spiega Battaglia -. Nello specifico sono stati notificati 12 contagi a novembre e dieci a dicembre. A gennaio del 2007 i casi erano stati invece 14. Il fenomeno, comunque, è costantemente monitorato dall’Agenzia di Sanità Pubblica in stretto collegamento con il Ccm, Centro controllo Malattie del ministero della Salute».