Bimbo morto, il pm indaga per aborto colposo

Il magistrato valuta eventuali responsabilità dei medici che hanno preso parte al cesareo

Articolo 17 della legge 194 sull’interruzione di gravidanza. È l’ipotesi a cui sta lavorando il pubblico ministero Antonio Sangermano, titolare dell’inchiesta sulla morte di un bambino - giunto alla trentottesima settimana di gestazione - avvenuta nel corso di un parto cesareo praticato domenica notte all’ospedale San Carlo. In altri termini, secondo la procura, ci potrebbero essere gli estremi per formulare un’accusa di aborto colposo.
Il fascicolo in mano al pm, al momento, è a carico di ignoti e senza iscrizioni di reato. Tuttavia il magistrato sta valutando le eventuali responsabilità del personale medico che ha preso parte all’intervento. Innanzitutto, dunque, quelle del ginecologo di turno che - prima di praticare il cesareo - aveva deciso di indurre farmacologicamente il parto. Poi, di quanti avevano seguito gli ultimi giorni di gestazione della donna.
Il pm ha disposto l’autopsia sul corpo del bambino, e sequestrato la cartella clinica. Inoltre, potrebbero essere sentiti nelle prossime settimane sia i genitori del bimbo - che hanno denunciato l’ospedale dove le donna è tutt’ora ricoverata - sia i medici della clinica.
Anche al San Carlo stanno cercando di fare chiarezza su quanto accaduto. Il direttore dell’Unità operativa di Ginecologia e ostetricia - assente in questi giorni dalla clinica perché convalescente dopo un intervento chirurgico - si è fatto consegnare tutta la documentazione relativa all’intervento. «Si è trattato di una tragedia terribile - ha riferito il primario - che va imputata a una drammatica fatalità». Non ne è convinta la coppia che ha perso il figlio, che accusa di colpevole negligenza i medici che hanno portato a termine l’intervento, e l’ospedale che non avrebbe correttamente seguito l’evolvere del travaglio.
Una nuova inchiesta, dunque, dopo quella sull’aborto selettivo che al San Paolo era costato la vita a una gemellina sana, scambiata per quella affetta da sindrome di Down. Un episodio in seguito al quale sono stati indagati dalla Procura - proprio per aborto colposo - il chirurgo che eseguì l’operazione e quello che aveva eseguito l’ecografia.