Bimbo nasce senza occhi: il padre non trova giustizia

Un’odissea che dura da tre anni: «Le ecografie potevano essere lette meglio»

Vuole giustizia. Eppure sono tre anni che la chiede senza ottenerla. Tre anni e poco più di due mesi, l’età giusta del suo bimbo, nato nel novembre del 2004 senza occhi e con una cisti grande quasi come tutto il cervello. Ma Paolo Ruggieri, che sarebbe diventato papà di questo piccolo così sfortunato, non lo sapeva. Nessuno li aveva avvertiti lui e la moglie di quella gravidanza difficile. Non i medici di cui loro si fidavano fino a fare tutti i controlli previsti in ospedale e anche molti privatamente in ambulatorio. «Facevamo le ecografie in ospedale e privatamente nello studio di un noto ginecologo delle provincia di Alessandria e nessuno ci ha mai diagnosticato nulla - dice -. Pensi che in una delle ecografie c’è scritto “cristallini visualizzati”.... cristallini visualizzati capisce? Invece mio figlio non ha nulla degli occhi, né i bulbi oculari, né i nervi ottici ... niente».
Un’odissea per la famiglia che sarà destinata a durare per sempre. Senza contare che il piccolo, oltre ad avere le grandi difficoltà legate alla cecità, ha anche dovuto subire un delicatissimo intervento alla testa per la rimozione della cisti e un bypass cerebrale che necessita di continui controlli diagnostici, che vengono effettuati diverse volte all’anno all’ospedale pediatrico Gaslini di Genova. «Ogni volta che accade il bambino viene sottoposto ad anestesia totale - spiega -, gli viene fatta la risonanza magnetica, insomma si tratta anche di interventi delicati e pesanti su un bimbo così piccolo».
Il bambino viene seguito da due assistenti, e a causa delle lesioni cerebrali deve anche assumere due volte al giorno farmaci specifici contro eventuali crisi epilettiche. L’amore per il piccolo è immenso, come si può dare a un figlio che per di più è condannato alla sofferenza. Ma è tanta, enorme, incontenibile anche la rabbia per chi non ha saputo leggere le ecografie. Per chi non ha visto. Ma più di tutto c’è la voglia di verità. «Sono in causa da tre anni e chiedo giustizia - spiega Ruggieri -. Ho citato il medico e anche la Asl di Pavia, visto che lì si trova l’ospedale dove è nato il mio bambino. Eppure da tre anni il tribunale va avanti tra perizie e rinvii e la causa è ferma. Io credo che per rispetto a un bambino si debba andare avanti velocemente a chiarire le responsabilità di chi doveva vedere a non ha visto. Di chi non ci ha detto nulla pur avendo davanti le ecografie».
La disperazione di un padre non ha mosso fino ad oggi la giustizia ad essere giusta, dunque veloce abbastanza. Intanto resta la sofferenza di un’intera famiglia costretta a peregrinazioni in ogni parte d’Italia per trovare cure e terapie che possano aiutare questo bimbo di tre anni. «Andiamo anche regolarmente in ospedale a Roma - conclude Ruggieri -, anche lì mio figlio è sottoposto ad altre cure e terapie. E anche a casa è molto seguito, visto che per lui facciamo di tutto». Ma il dolore resta. Manca la giustizia.