Il bimbo piange, «cacciati» dall’hotel di Alassio

Egregio direttore, le scrivo per raccontarLe un episodio increscioso ed incredibile. Siamo una famiglia genovese composta da padre, madre e un bambino di 18 mesi (tenga a mente 18 mesi!!); sono due anni consecutivi che facciamo le ferie estive in Liguria ad Alassio (SV) nello stesso albergo. Pochi giorni fa mentre si cenava, al nostro tavolo si avvicina un con un certo imbarazzo, un cameriere il quale ci chiedeva se potevamo portare fuori dalla sala il nostro bambino perché il suo pianto dava fastidio agli altri clienti. Le lascio immaginare la risposta mia e di mia moglie….è un bambino di 18 mesi che ancora non parla, non è un cane che va messo alla porta!! Stupiti da questa incresciosa richiesta, chiedevamo al cameriere chi fossero i clienti così tanto infastiditi dal pianto di un bambino, visto che le persone ai nostri fianchi facevano di tutto per far sorridere il bambino! Non sapendo dare risposta a questa domanda, il cameriere, rosso in viso forse per la vergogna, chiamava il proprietario dell'albergo il quale era seduto tre tavolini (5 metri) dopo il nostro. Questa persona ripeteva a mia moglie che alcuni clienti si erano lamentati per il continuo pianto del bambino e chiedeva di nuovo di portare il bambino fuori dalla sala. Commensali e camerieri rimanevano sbigottiti da tale richiesta e tutti all'unisono ripetevano che era solo un bambino di 18 mesi e che (...)