Bimbo travolto, segnaletica sotto accusa

Porto VenereA volte le amministrazioni locali, pur di «salvare l’immagine», si comportano in maniera decisamente poco ortodossa. Capita così che a Porto Venere, area turistica visitata da persone di ogni paese, pur di far vedere che il centro storico è un luogo tranquillo, un’area pedonale, il Comune ha pensato bene di collocare cartelli ingannatori e alla fine a farne le spese è stato un bimbo di nove anni le cui gambe sono state straziate da un’auto. Alessio che oggi passa la sua estate, tra dolori atroci e la paura di non poter tornare a giocare a pallone in piazzetta, nel suo letto dell’ospedale di Pisa non conosce nulla del Codice delle Strada, delle normative varie e delle altrettanto varie deroghe. Lui, come tutti noi cittadini, sapeva che nell’area pedonale non ci sono le auto, non ci passa alcun veicolo, che è solo per i pedoni. Alessio si è fidato, e come lui tanti altri bimbi. Si fidano turisti stranieri che trasformano l’immagine standard internazionale in un’informazione corretta, si fidano gli italiani che sanno quanto siano severi a Porto Venere se posteggi in divieto di sosta o se non paghi il parcheggio. Ma quel cartello, quell’area pedonale nel centro storico del borgo spezzino è però un inganno, una trappola.
Il Codice della Strada spiega che l’area pedonale è «zona interdetta alla circolazione dei veicoli, salvo quelli in servizio di emergenza e salvo deroghe per i velocipedi e per i veicoli al servizio di persone con limitate o impedite capacità motorie, nonchè per quelli ad emissioni zero aventi ingombro e velocità tali da poter essere assimilati ai velocipedi». Per questo non bisogna confondere le «zone a traffico limitato» con le «aree pedonali», infatti nelle prime passano veicoli a cadenza stabilita, come gli autobus in servizio pubblico, le auto dei residenti e di coloro che hanno lo speciale permesso comunale in quanto svolgono incarichi sociali importanti, nelle seconde non dovrebbe invece passare nessuno. Ma vi sono le solite deroghe. Questo diritto di passo non viene perso, ma il traffico dovrebbe essere regolamentato. Porto Venere entra in questa casistica: nell’area pedonale ci possono passare i residenti che hanno i garage i zona, chi deve andare in un albergo, chi deve scaricare, il furgoncino dei rifiuti e via di questo passo. Tutto regolare a sentire i Vigili, e non c’è motivo di non crederlo, peccato che non sia scritto da nessuna parte. Già, il cittadino o il turista che dovrebbero essere informati in modo chiaro che in quell’area pedonale esiste il vincolo del passaggio di vetture di residenti o di aventi diritto, a tutte le ore, non ne è conscio. Entrando in Piazza Bastreri, cioè la piazzetta a ridosso delle mura, cioè nel centro storico, si incontra un primo cartello che ci dice che da quel punto (compresa la Calata Doria, ovvero il lungomare con ristoranti e bar) l’area pedonale è attiva tra le 10 e le 7 del mattino (praticamente tutto il giorno), poi si fanno dieci metri e un secondo cartello ci dice che l’area pedonale è attiva tra le 0 e le 24, ovvero tutto il giorno. Si sono dimenticati di aggiungere: «Salvo autorizzati e residenti», o qualunque altra frase si possa mettere per far capire che in quella piazza le auto ci passano e a tutte le ore. A Porto Venere residenti e turisti lo hanno scoperto a spese del piccolo Alessio schiacciato da un’auto regolarmente in transito, dove la gente passeggia, dove pensi che tuo figlio sia al sicuro. Sono passati giorni, si sono sfiorate altre tragedie, ma i cartello non è stato modificato. Alla faccia della sicurezza e dell’immagine turistica.