Bimbo ucciso a calci Madre e convivente condannati a 16 anni

È scoppiata a piangere Elizabete Petersone, lettone di 22 anni, quando il presidente della Corte d’assise d’appello di Genova, Maria Rosaria D’Angelo, ha letto il dispositivo della sentenza che ha condannato lei e l’ex convivente Paolo Arrigo, commerciante imperiese di 25 anni, a 16 anni ciascuno per la morte del piccolo Gabriel, il suo figlioletto di 17 mesi morto nel 2009 per un calcio che gli spappolò il fegato.
Un aumento di pena di cinque anni rispetto alla sentenza di primo grado emessa con rito abbreviato dal gup di Imperia, che aveva condannato i due a 11 anni. I giudici d’appello hanno accolto la richiesta del pg Luigi Cavadini Lenuzza che aveva chiesto 16 anni considerando l’esistenza dell’aggravante dei futili motivi.