Il bimbo è vivace, la maestra gli taglia la lingua Il ministro Fioroni: "Sarà licenziata in tronco"

Il piccolo, 7 anni, è sotto choc e non vuole tornare in classe. La famiglia fa causa. L'insegnante, una giovane di 22 anni è già stata sospesa. Gli inquirenti: "Episodio accidentale"

Milano - Era cominciato come un gioco. "Se non fai il bravo ti taglio la lingua". Dopo "Ti metto dietro la lavagna", "Ti lascio senza merenda", "Ti lego alla sedia" e il temutissimo "Non fai l'intervallo", una delle frasi più usate dalle insegnanti per tranquillizzare gli allievi più vivaci. Solo che questa volta (una settimana fa, scuola Cadorna in via Dolci, zona San Siro) la maestra l'ha fatto davvero: colpo di forbici alla lingua del bimbo, sangue a fiotti, lacrime, ambulanza, cinque punti di sutura all'ospedale Buzzi. Tante scuse che, però, non bastano. L'insegnate (R. S.) è una ragazza di 22 anni, di ruolo come docente di sostegno, contratto fino a giugno, impegnata in quel frangente nella sostituzione di una collega. Nei giorni scorsi è stata sospesa dall'istituto a titolo cautelativo.

La famiglia Il bambino, 7 anni, figlio di una coppia di immigrati tunisini adesso è sotto choc, dice Piero Porciani, il legale della famiglia, non vuole più saperne di tornare a scuola. La mamma, che lavorava come inserviente in una mensa, ha dovuto lasciare il lavoro per stare accanto al piccolo. Ora ha presentato denuncia per lesioni contro l'insegnante e avviato una causa contro l'istituto per ottenere il risarcimento dei danni morali e materiali. "Siamo tutti increduli - commenta l'avvocato -. È vergognoso pensare che a insegnare siano mandate persone non monitorate dai vertici scolastici. La ragazza era al primo anno di insegnamento, un bel biglietto da visita. Non riusciamo a capire cosa le sia preso ha tagliato il bambino sulla lingua per uno scatto d'ira o di nervosismo".

Visita "La famiglia ha tutte le intenzioni di chiedere l'intervento di psicologi per aiutare il bambino ferito dalla maestra" continua Porciani. Il piccolo ha passato una notte in ospedale. Alcune maestre, tra cui quella che ha procurato la lesione, sono andate a trovarlo. Ora il piccolo è a casa e secondo quanto riferisce il legale, non vuole più tornare a scuola e scappa quando vede delle lame. La madre ha lasciato il lavoro per accudire meglio il bambino. "Per questo dopo aver sporto una denuncia per lesioni abbiamo intenzione di chiedere un risarcimento - prosegue l'avvocato - sia per le cure del bimbo, sia per i giorni di lavoro che la donna sta perdendo". Olfa Dhaouadi, tunisina di 28 anni, madre del piccolo Walid, conferma che il figlio "è sotto choc, ha paura di forbici e coltelli, ma vuole continuare a studiare, magari in un'altra scuola. Per noi questa storia è un incubo, non credevo che a scuola potesse succedere una cosa così. Per stare accanto al mio unico figlio ho perso anche il lavoro in una cooperativa".

La difesa Dai carabinieri che hanno raccolto la denuncia, si è appreso che l'insegnante che ha causato un taglio alla lingua di un alunno si sarebbe difesa ammettendo di avere effettivamente minacciato in maniera scherzosa il bambino che girava per la classe di tagliargli la lingua, accompagnando le parole con un paio di forbici in mano. Ma ha aggiunto che è stato il ragazzino, con un movimento improvviso e imprevedibile, ad avvicinarsi con la lingua alle forbici. La maestra è stata denunciata per lesioni colpose.

Tolleranza zero "Avviata la procedura per il licenziamento in tronco dell'insegnante che ha tagliato la lingua ad un alunno". Lo ha disposto il ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni: "C'è solo una risposta ed è tolleranza zero. Le centinaia di migliaia di insegnanti seri della scuola italiana non meritano di essere screditati da pochi irresponsabili". Con le nuove norme disciplinari contenute nella circolare inviata dal ministro Giuseppe Fioroni il 19 dicembre scorso, si stabilisce tra l'altro che la competenza di questi provvedimenti, per evitare lungaggini burocratiche e consentire azioni tempestive, passi direttamente dal ministero ai Direttori regionali.