Bin Laden incita alla rivolta contro gli arabi amici di Israele

È arrivato puntuale Osama Bin Laden, proprio nel giorno in cui il presidente americano George W. Bush era a Sharm el Sheikh per rivolgersi ai governanti arabi e chiedere l'appoggio per la pace tra Israele e Palestina. E anche lui, il leader di Al Qaida, si è rivolto ai musulmani, alla «nazione islamica», per incitarli a combattere per la fine della chiusura di Gaza ma soprattutto per opporsi alla politica pro Occidente di alcuni Paesi arabi. Lo ha fatto in un nuovo messaggio audio diffuso ieri da uno dei siti Internet vicini agli estremisti musulmani e di cui è ancora necessario accertare l’autenticità.
Da una parte Bin Laden si appella alla sua «nazione» dall’altra punta il dito contro i leader di alcuni Paesi arabi, Egitto in primis, che avrebbero «svenduto» la Palestina e «che stanno dalla parte dell’Occidente e di Israele» . «La sopravvivenza dell’entità sionista - ha detto Osama nell’ennesimo proclama delirante - non è dovuta alla sua potenza ma al fatto che i governi (arabi) hanno rinunciato a combattere questa entità». «Questi re e leader - ha aggiunto - hanno sacrificato la Palestina e Al Aqsa per mantenere le loro corone (...). Ogni giorno, il gregge spera che i lupi smettano di mangiarlo».
Poi i riferimenti alla delicata situazione di Gaza: «Ciascuno di noi è responsabile della morte della nostra vulnerabile popolazione a Gaza dove a decine sono stati uccisi a causa del blocco». E infine l’esortazione ai militanti islamici in Egitto perché mettano fine al blocco, un «dovere» che «ricade sui nostri fratelli (in Egitto) perché sono gli unici al confine».
L’ultimo messaggio di Osama risale a venerdì scorso, in occasione del sessantesimo anniversario della fondazione di Israele.