Bindi sulle nozze gay: «Queste esibizioni spaventano il Paese»

Si accentua la frattura nell’Unione e in particolare nella Quercia sui matrimoni omosessuali «Evitabile la manifestazione a difesa della 194»

Francesca Angeli

da Roma

La piazza non fa bene all’Unione. La sinistra che in passato ha avuto un proficuo rapporto di scambio con la piazza ora invece sembra trarne soltanto motivo di imbarazzo. Il conflitto iniziato con i girotondi prosegue e il solco tra la politica e i cortei si approfondisce. E così paradossalmente le due manifestazioni di sabato, organizzate a Roma e a Milano per protestare contro il governo di centrodestra hanno finito per fare male, molto male al centrosinistra e in particolare a Romano Prodi.
È stata soprattutto la sfilata per i Pacs, i Patti civili di solidarietà, a creare difficoltà all’interno dello schieramento di centrosinistra. Nel programma dell’Unione Prodi ha inserito i Pacs, definendoli Unioni civili. Nella sostanza si tratta comunque di riconoscere alle coppie conviventi, omo o etero che siano, i diritti civili delle coppie sposate dal punto di vista economico, fiscale e sociale. Nonostante l’inserimento nel programma però Prodi non aveva esitato a esprimere tutta la sua amarezza per la decisione di celebrare in piazza in modo simbolico i Pacs. Un’iniziativa presa da molte associazioni omosessuali appoggiate da radicali, socialisti, verdi e rappresentanti della Quercia, guidati da Franco Grillini, ex presidente dell’Arcigay. A Prodi non andava di scontentare quella larga componente cattolica dello schieramento di centrosinistra alla quale inevitabilmente una simile manifestazione sarebbe apparsa come una provocazione. In questo modo però Prodi è riuscito soltanto a scontentare tutti. A Roma in piazza Farnese non si è visto nessun dirigente della Quercia ma la manifestazione ha avuto il sostegno e la partecipazione del leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, di quello dei radicali Daniele Capezzone e del leader socialista Enrico Boselli che rinnovano il loro rammarico per l’atteggiamento di Prodi. Un obbiettivo però la manifestazione l’ha centrata: far infuriare l’Udeur di Clemente Mastella e buona parte della Margherita anche se il leader Francesco Rutelli prudentemente tace. E dopo le critiche già esternate da Giuseppe Fioroni - «certe manifestazioni rischiano di farci perdere le elezioni» - anche Rosy Bindi, responsabile del welfare per la Margherita, confessa di giudicare certe forme di protesta più dannose che produttive. «Nell’Unione c’è un punto d’incontro: esibire non serve a nulla se non a spaventare il Paese» dice la Bindi che sottolinea come l’Unione avesse trovato un faticoso punto di intesa sul riconoscimento delle convivenze «rispettoso delle diverse posizioni interne all’Unione ma anche della Carta costituzionale e del comune sentire del Paese». E anche sulla difesa della 194, Bindi ha precisato che «nessuno ha intenzione di toccarla» e che quindi «la manifestazione forse poteva evitare di raccogliere le provocazioni del centrodestra che vuole, anche su questi problemi, sollevare polveroni ideologici ai quali invece noi non dovremmo abboccare».
Ma dentro il centrosinistra non la pensano tutti come la Bindi. Grillini è infuriato per la mancanza di sostegno per la battaglia in nome dei Pacs da parte della Quercia, in piazza Farnese in effetti D’Alema e Fassino non si sono visti. Anche Capezzone osserva come l’Unione sia «incomprensibilmente timida sui temi dei Pacs, dell’aborto e dei diritti civili in genere» scagliandosi poi contro il Vaticano che sulle manifestazioni avrebbe dato giudizi da «Inquisizione». Pure Boselli critica l’atteggiamento di Prodi che «ha proposto i Pacs» e ora sembra volersi tirare indietro. «Non credo che sia giusto il giudizio che ha dato della manifestazione», osserva.