Binetti: «Così ci ricattano Con loro perderemo voti»

La senatrice del Partito democratico: «L’alleanza sarà un tallone d’Achille. Sulle linee guida della legge sulla fecondazione abbiamo vinto noi»

da Roma

«I radicali in lista rappresentano il tallone d’Achille del Partito democratico».
Senatrice Paola Binetti sembra di capire che continua ad essere contraria all’accordo con il Partito radicale.
«Tutte le difficoltà e la fatica per raggiungere questo accordo dimostra che noi abbiamo avuto sempre ragione».
Noi?
«Noi cattolici del Pd continuiamo a sostenere che per stile e cultura la presenza dei radicali costituisce un punto di debolezza e non di forza. E questo è confermato dall’ennesimo digiuno che sta attuando Marco Pannella. Digiuno che ha un carattere ricattatorio nei confronti della leadership del partito e che la dice lunga su come i radicali cercheranno sempre di ottenere quello che vogliono: tirando la corda fino all’estremo».
Insomma Veltroni condizionato dal ricatto dei radicali?
«In realtà Walter Veltroni è stato bravissimo a non farsi strumentalizzare dai radicali. Sembra che abbiano vinto loro ma non è così».
In che senso?
«Nonostante le proteste di Pannella e compagni Veltroni e Bettini non si sono spostati di una virgola. Hanno mantenuto con fermezza la loro posizione. Diversamente da quanto è accaduto per le candidature cattoliche. Io ero rimasta particolarmente male per l’esclusione di Stefano Ceccanti, che stimo moltissimo. Ed invece ecco che a bocce ferme, come si dice, Veltroni ha recuperato non soltanto Ceccanti ma pure Marcella Lucidi e Salvatore Lumia. Dunque, per i candidati che fanno riferimento all’ambito cattolico è stato recuperato spazio. E questo dimostra che i cattolici ci sono e non saranno mortificati. Anzi che non si faranno mortificare».
I cattolici non si faranno mettere da parte per quanto riguarda il partito. Ma come pensate di convincere l’elettorato cattolico a votare Emma Bonino?
«L’impatto sarà duro. Il rischio che ci tolgano consensi è reale ed in effetti altissimo. Non c’è una battaglia fra quelle che oggi i radicali stanno combattendo che possa essere condivisa dai cattolici. Ma il divario è ancora più profondo. Basti pensare che in piena campagna elettorale i radicali sono stati capaci di manifestare contro un membro del loro stesso partito. Ma neanche la Sinistra Arcobaleno è arrivata a fare tanto».
A che si riferisce?
«Giovedì ho preso parte all’inaugurazione della nuova sede del ministero della Salute. Una giornata per Livia Turco, per sottolineare il suo impegno come ministro. E che cosa ti combinano i radicali? Organizzano un volantinaggio contro il ministro davanti alla nuova sede. È davvero troppo. Dopo che Veltroni ha fatto carte false per tenerseli tutti in lista loro che fanno? Manifestano contro una candidata del loro stesso partito. Al di là della divergenza delle opinioni è veramente inaccettabile».
Che cosa c’era scritto sui volantini?
«La questione è quella delle linee-guida sulla legge 40, la fecondazione assistita. Legge che va benissimo così com’è e che invece i radicali vorrebbero cancellare. Ma io so che nonostante il pressing feroce dei radicali la Turco ha deciso saggiamente di non emanare nuove linee guida in un momento di passaggio come questo. Decisione che condivido pienamente».