Binetti: «Io tradita da Romano Basta scherzi sui valori cattolici»

«Il no alla fiducia? Sono io che chiedo al premier se posso fidarmi del Pd»

da Roma

Senatrice Paola Binetti faccia conto che sia il premier Romano Prodi a porle questa domanda: posso fidarmi di lei o no?
«Risponderei: presidente si può fidare ciecamente ma deve pure darmi la sua parola che questo governo non rinnovi gli attacchi ai valori cattolici e non metta in discussione i nostri principi non negoziabili».
Lei dichiara di avere piena fiducia nel governo Prodi, però a questo stesso governo ha negato il suo voto di fiducia al Senato appena tre giorni fa.
«In quel momento su un emendamento di tale gravità non me la sono sentita di dare la mia fiducia. Ho detto sì al provvedimento perché non era mia intenzione far cadere il governo ma dovevo far capire che non sono disposta a seguire Prodi nel caso andasse in quella direzione, la negazione dei valori cattolici. Quel giorno il tradimento l’ho subito io non Prodi».
Che cosa vuol dire, a chi si riferisce?
«All’improvviso è venuto fuori questo emendamento che non aveva nulla a che fare con il decreto e del quale non avevo mai sentito parlare, non mi era passato sotto gli occhi neppure un appunto. Mi sono sentita scavalcata, ignorata. C’è di che alimentare la cultura del sospetto. Sono io che chiedo a Prodi se a questo punto mi posso fidare dei miei alleati e del mio stesso partito e voglio pure sapere se nel futuro dovrò aspettarmi altri blitz in questo stile. Io chiedo a Prodi il favore di non farci più scherzi di questo tipo. Quel giorno c’era la fiducia di mezzo e in molti non se la sono sentita di votare no. Ma le assicuro che senza fiducia i no su quel provvedimento sarebbero stati molti di più».
Lei fa riferimento tra l’altro all’emendamento che contiene le norme contro l’omofobia inserito nel pacchetto sicurezza. Ovviamente vi aspettate che venga eliminato alla Camera, però poi il decreto dovrebbe tornare al Senato, o no?
«No oltre a tutti gli altri problemi c’è anche un fatto incontrovertibile: quell’emendamento è scritto male e fa riferimento alla legge sbagliata. Lo ha fatto notare da subito il senatore di Forza Italia Marcello Pera. Sono certa che l’emendamento decadrà per motivi procedurali e non ci sarà bisogno di tornare a Palazzo Madama».
Sulle questioni etiche all’interno della maggioranza le fratture sono continue: lei ritiene si sia arrivati ad un punto di rottura definitivo?
«Il partito democratico è nato da poco ed ha ancora bisogno di tempo. Io sono convinta che sarebbe un vantaggio per tutti se il Pd riuscisse ad essere il luogo dove i cattolici possono esprimersi liberamente, affermando i propri valori. Noi stiamo lavorando per questo, perché ci crediamo. Io voglio stare nel Pd ma penso che comunque i valori dei cattolici ed i politici cattolici possano arricchire sia il centrosinistra sia il centrodestra. Non ho incontrato Prodi ma ho sentito il vicepremier, Francesco Rutelli dopo l’episodio della fiducia ed ho garantito a lui il mio pieno appoggio al governo. Anch’io però ho bisogno di fidarmi».