Bini Smaghi: «L’integrazione è benefica»

da Milano

Le operazioni internazionali di integrazione nel settore bancario porteranno benefici a livello macro-economico introducendo un sentiero di crescita più elevata e sostenuta. È quanto emerge dall’intervento di Lorenzo Bini Smaghi, membro del consiglio della Bce, durante la 17.ma edizione del forum Ambrosetti «The European House», a Cernobbio. Per incoraggiare le operazioni con «cross border» occorre però sviluppare ancora alcuni aspetti sia a livello normativo sia finanziario. In particolare - secondo Bini Smaghi - bisogna garantire una serie di regole comuni e rimuovere gli ostacoli legali che ancora esistono a livello nazionale. Il primo aspetto, preferito dai grandi gruppi finanziari, è quello di una completa armonizzazione delle regole in tutti i Paesi membri dell'Unione europea; l'altro, è quello di un set di regole sovranazionali cui i Paesi membri dovrebbero far riferimento. Altro punto importante è quello di armonizzare e chiarire il sistema delle tassazioni sui servizi finanziari, in particolare per quanto riguarda il trattamento delle operazioni infragruppo. Infine analizzando una serie di statistiche relative al periodo 1997-2004 e in alcuni casi 2005 sui singoli Paesi Ue, emerge che l'Italia è sempre agli ultimi posti nel processo di consolidamento del settore bancario, nella penetrazione di sportelli e succursali di banche estere e nel numero di operazioni cross border. Sempre in queste statistiche invece compaiono ai primi posti alcuni Paesi dell'Est fra cui l'Estonia, il Belgio e il Lussemburgo.