Bioetica, Franceschini: "Posizione condivisa" Ma Rutelli non ci sta

Testamento biologico, il Pd cerca la quadra. Franceschini: &quot;Unanime opposizione all'emendamento del Pdl&quot;. Plauso dell'Udc: &quot;Atto di coraggio&quot;. La Binetti: &quot;Il Pd legittima suicidio assistito&quot;. <strong><a href="/a.pic1?ID=331382">Varata la nuova segreteria</a></strong>: dentro Errani e Chiamparino.  <strong><a href="/a.pic1?ID=331353">Sondaggio: il Pd crolla al 22%</a></strong>

Roma - "C’è unanime convinzione che l’impianto del testo base della maggioranza sul testamento biologico sia da respingere". Com’era prevedibile, non è certo un esordio soft quello di Enrico Franceschini alla guida del Pd. La prima grana che il neosegretario si trova ad affrontare è il disegno di legge sul testamento biologico, all’esame della commissione Sanità al Senato, su cui il partito è spaccato. Ma Francesco Rutelli non ci sta e rifiuta che lo si dipinga come intenzionato a spaccare il Pd o sottomesso alle posizioni del Vaticano sul testamento biologico: "Non voglio scissioni, ma ci sia pari dignità nelle posizioni"

L'ira di Rutelli È "intollerabile", "inaccettabile" e "indecente", ha detto Rutelli nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo San Macuto, a Roma, "presentare la mia posizione in modo distorto, strumentale e fazioso". L’ex leader della Margherita ha presentato ieri un emendamento al disegno di legge della maggioranza sul cosiddetto testamento biologico che si distingue da un altro emendamento del Pd e che, escludendo la sospensione dell’alimentazione e dell’idratazione nelle dichiarazioni anticipate di trattamento, lascia "l’ultima parola" al medico. "Scusate lo sfogo, ma sono incavolato, molto incavolato". Rutelli ce l’ha in particolare con l’Unità e dice: "Io non sono eteroguidato da nessuno nè voglio creare una scissione nel Pd". "Secondo me il Pd deve garantire che, se in temi così delicati come quelli della bioetica ci sono diversità di posizioni, queste si debbano potere esercitare. Non voglio passare per uno che strappa, rompe, divide e peggio persegue secondi fini e strategia politiche di scissione o che rispondano a poteri esterni alla politica come ad esempio il clero. Ogni posizione - chiede Rutelli - deve essere legittima". Secondo l'ex leader diellino, l’ultima parola "se assistere una persona con nutrizione e idratazione artificiale o altri tipi di cure non può spettare né al giudice, né al sacerdote, né al parlamentare ma al medico, sentiti i familiari e il fiduciario".

Una grana per Franceschini Questa mattina Franceschini ha incontrato nella sede del partito i capigruppo di Camera e Senato, Anna Finocchiaro e Antonello Soro. Nel pomeriggio è stata la volta, a Palazzo Madama, della riunione con i componenti del gruppo Pd in commissione Sanità. Al segretario è spettato il difficile compito di individuare una linea unitaria sul nodo dell’alimentazione e idratazione artificiale, contenuto in un emendamento non condiviso da alcuni senatori. "Capisco che c’è una certa passione a vedere su ogni tema una spaccatura nel Pd - ha spiegato Franceschini - ma io ho registrato che sulla base di un lavoro assolutamente positivo su un tema delicato, partendo da posizioni diverse come è naturale, si è trovata una larga unanimità su 14 punti mentre su un punto più delicato c’è una posizione largamente prevalente nel gruppo della Commissione con un emendamento firmato da otto componenti del Pd su dieci". L’emendamento su idratazione e alimentazione è stato, infatti, firmato sia da laici e da cattolici: "C’è unanime convinzione che l’impianto del testo base della maggioranza sul testamento biologico sia da respingere". E a Rutelli: "La posizione espressa da Rutelli, che non fa parte della Commissione sanità, è da rispettare fino in fondo e vi inviterei a evitare di leggere quella posizione come una manovra politica".

Lo smarcamento nel Pd La prima a "smarcarsi" dal documento unitario del Pd firmato dalla capogruppo Anna Finocchiaro è stata ieri Dorina Bianchi, che da poco ha ricevuto da Ignazio Marino il testimone della guida dei senatori democratici della commissione Sanità. Poi è arrivata la "terza via" proposta da Francesco Rutelli, che pur non firmando l’emendamento del Pd, ha proposto una mediazione presentando a sua volta quattro emendamenti in cui si apre uno spiraglio alla valutazione del medico e della famiglia nei casi particolarmente gravi.

I centristi corteggiano Rutelli Il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, plaude alla linea di Rutelli: "Va nella giusta direzione. Bisogna vedere concretamente se sarà possibile realizzare su questo emendamento una convergenza". Al leader centrista sembra che "rispetto alla linea del Pd -rappresenti un atto di coraggio e un significativo passo nella direzione del diritto alla vita". Alla domanda diretta se nel caso si realizzi una convergenza sarebbe pronto a votare l’emendamento, Casini ha risposto: "Se c’è una convergenza si vota per forza, poi vedremo, vedremo se è possibile".

Binetti: "Voto per legge Calabrò" "Speravo che Franceschini fosse più attento a cogliere questo motivo profondo del dissenso dell’area cattolica. Volevo che dicesse che nel partito ci sono almeno due posizioni che hanno pari dignità. Io voterò certamente a favore del testo di legge Calabrò perchè su questi punti non dice nulla di diverso da quello che diceva il testo Binetti-Baio della XV legislatura, cioè no all’eutanasia, no all’accanimento terapeutico, no alla sospensione della nutrizione e dell’idratazione".