Bioetica, il governo Prodi allarma il Papa

La segreteria di Stato «preoccupata» per le proposte di legge su unioni gay e testamento biologico

Andrea Tornielli

da Roma

Il presidente del Consiglio Romano Prodi è stato ricevuto da Benedetto XVI in Vaticano, nel corso di una visita ufficiale ma privata, non «di Stato». I colloqui sono stati definiti «cordiali» dalla Santa Sede: il premier, giunto a bordo di un’elegante Maserati blu con le bandierine di Italia e Europa, si è intrattenuto a tu per tu con Ratzinger per 35 minuti, quindi è stata fatta entrare la delegazione italiana per lo scambio dei doni. Prodi ha donato al Pontefice un calice d’argento dorato dell’Ottocento, mentre il Papa ha regalato le medaglie del pontificato. Oltre alla signora Flavia, velata di nero, era presente il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Enrico Letta: con lui Benedetto XVI ha scherzato dicendo di conoscerlo dalla Tv e ha quindi ricordato lo zio Gianni Letta. Dopo l’udienza, il premier si è intrattenuto con il Segretario di Stato Tarcisio Bertone.
Questo il testo del comunicato della Sala Stampa della Santa Sede: «Durante i cordiali colloqui, sono stati passati in rassegna temi attinenti alle relazioni bilaterali tra la Santa Sede e la Repubblica italiana, con particolare riferimento agli ambiti della bioetica, della difesa e promozione della vita e della famiglia, della solidarietà, del dialogo tra le religioni e le culture e dell’educazione della gioventù. Non è mancato, infine, un esame dei temi di politica internazionale, soprattutto in relazione alla situazione in Medio Oriente e all’impegno italiano in Libano, come pure all’importanza dei valori cristiani nel processo di integrazione europea. È stata ribadita la volontà di una stretta collaborazione tra le parti, per il progresso della nazione italiana e per il bene della comunità internazionale».
Dall’elenco puntuale dei temi trattati emerge tutta la preoccupazione del Vaticano in questo momento. Il 19 novembre 2005, quando ad essere ricevuto in udienza privata era stato l’allora presidente Silvio Berlusconi, il comunicato della Sala Stampa era stato molto più stringato e si era limitato a sottolineare che vi era «stato uno scambio di opinioni sui problemi bilaterali fra Stato e Chiesa in Italia». Ieri, invece, l’elenco è stato più dettagliato con precisi accenni ai temi legati alla bioetica, alla difesa della vita e della famiglia. Giovedì pomeriggio, poche ore prima di incontrare Prodi, Papa Ratzinger aveva ricevuto in udienza il cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, esperto di problemi di bioetica ed è probabile che nel corso del colloquio si è accennato ai temi in agenda per la mattina successiva.
«Anche se i problemi che stanno a cuore alla Chiesa sono sempre gli stessi – confida al Giornale un prelato della Segreteria di Stato – in questo momento c’è preoccupazione per alcune proposte di legge avanzate in Parlamento. Negli incontri di questo genere, non si sta mai sulle generali». In Vaticano si guarda con apprensione agli otto disegni di legge sul «testamento biologico» esistenti in Senato e si teme che possano costituire un modo soft per introdurre di fatto l’eutanasia. Ma ci sono anche i progetti di legge per il riconoscimento delle unioni di fatto e delle unioni omosessuali, presentati alla Camera dei deputati. Per non parlare della decisione del ministro della Ricerca, Mussi, che ha cambiato la linea dell’Italia in Europa in merito alla sperimentazione sulle cellule staminali e dell’intenzione, più volte manifestata da alcuni esponenti dell’attuale maggioranza di governo, di rimettere mano alla legge sulla fecondazione artificiale senza tenere in considerazione l’esito del referendum del giugno 2005. A tutto questo si aggiunge il problema della scuola, accennato nel comunicato dall’espressione relativa all’«educazione della gioventù». Si tratta, in questo caso, delle difficoltà che vive la scuola non statale e della richiesta più volte avanzata dalla Chiesa di un’effettiva parità scolastica.
Meno problematica, invece, la parte dei colloqui legata alla situazione internazionale: Prodi e il Papa si sono trovati d’accordo sulla necessità di promuovere il dialogo fra le religioni, come pure non è un mistero che il Vaticano auspichi un ruolo crescente dell’Europa sullo scacchiere mediorientale. Per quanto riguarda il rapporto con l’Islam, proprio ieri è stato reso noto un commento dello stesso cardinal Bertone al discorso pronunciato da Benedetto XVI a Ratisbona, pubblicato dalla rivista 30Giorni. Il Segretario di Stato ha annunciato di voler potenziare le nunziature nei Paesi islamici e presso la Lega araba, per far conoscere la posizione della Santa Sede, sostenendo che «non dobbiamo rinunciare a proporre e annunciare il Vangelo, anche ai musulmani, nei modi e nelle forme più rispettose della libertà dell’atto di fede».