Bioetica, Prodi ha già commissariato Mussi

Dopo le esternazioni del ministro, il premier affida ad Amato la guida di una commissione

Anna Maria Greco

da Roma

Su staminali e coppie di fatto scoppia la rissa nell’Unione. Con Marco Rizzo, Pdci che attacca duramente Paola Binetti, Margherita: «Vorrei ricordarle che è una eletta della Repubblica italiana e non una nominata dello Stato Vaticano». Scaramucce pure al conclave di San Martino. Fabio Mussi difende il ritiro della firma dalla dichiarazione etica europea: «Non si poteva aspettare, rischiavamo di perdere i fondi per la ricerca». Ma Beppe Fioroni non ci sta: «Su certi temi non si può andare in ordine sparso». Così, Romano Prodi decide che in uno dei prossimi Consigli dei ministri sarà istituita una commissione sulla bioetica, coordinata dal ministro dell’Interno, Giuliano Amato. Magari si eviterà almeno tanta pubblicizzazione delle dispute interne. «Fabio Mussi viene commissariato sui temi etici», commenta Alfredo Mantovano. In serata il ministro della Ricerca si è detto soddisfatto dell’iniziativa del premier: «Non sono il ministro della bioetica, perciò sono assolutamente favorevole ad una commissione sulla bioetica che apreuna discussione permanente». Preoccupato della frantumazione del centrosinistra, Franco Monaco la definisce «un’ottima notizia», perché serve un luogo stabile di dialogo tra le «diverse culture e sensibilità dell’Unione».
Tra cattolici e sinistra l’intesa su famiglia e procreazione è davvero difficile. A scatenare l’ira del capodelegazione del Pdci all’europarlamento, Rizzo, è la critica al vetriolo della senatrice Binetti, presidente del movimento «Scienza e Vita», già in prima linea contro il referendum sulla procreazione, alla posizione assunta a livello europeo da Mussi, a favore della ricerca sulle staminali e la sua iniziativa con Luigi Bobba di inviare una lettera a Francesco Rutelli, firmata da 59 parlamentari della Margherita e da Francesco Cossiga, per chiedere che i Dl assumano una posizione propria nell’Unione su coppie di fatto e dintorni. «Ho molto rispetto dei cattolici che fanno politica - dice Rizzo -, e del loro impegno. Proprio per questo giudico le posizioni integraliste un male nel dibattito tra laici e cattolici. Non è giusto che una visione legittima che attiene alla sfera privata incida negativamente sulla politica di uno Stato. La ricerca deve essere libera e laica, scevra da condizionamenti».
La Binetti trova difensori nella Cdl. Mantovano definisce «inaccettabili» i termini usati da Rizzo, Rocco Buttiglione e Luca Volontè dell’Udc esprimono solidarietà. Gli attacchi «spropositati» alla parlamentare Dl della parte più radicale e comunista dell’Unione, per Volontè «dimostrano dove sia di casa l’intolleranza e il laicismo contrario a ogni sorta di concordia».
«Sostenere che la ricerca - dice Mantovano - incontri limiti nel rispetto integrale della persona, e che quindi un essere umano, pur se nella fase embrionale, non possa essere utilizzato come insieme di pezzi di ricambio per fini pur di per sé nobili non equivale a essere né “servi del Vaticano” né integralisti». Per lui, quella della senatrice Dl non è certo una «visione privata» che incide in politica, ma un impegno nella tutela di diritti fondamentali. Ma la Binetti, per Riccardo Pedrizzi di An, semplicemente ha «sbagliato schieramento».