Il Biografico è fermo alla voce: «Silenzio»

Monumentale e infinito come la materia che ambisce a enciclopedizzare - le vite di tutti gli uomini che hanno lasciato un segno nella storia artistica, politica, religiosa, scientifica e sociale del Paese, dalla caduta dell’Impero Romano d’Occidente ai nostri giorni - il Dizionario Biografico della Treccani da quando ha iniziato le pubblicazioni, nel 1960, è stato più volte travolto dalle polemiche. L’ultima, qualche settimana fa, ha tenuto banco su tutti i giornali dopo che il presidente del venerato Istituto, Giuliano Amato, ha chiesto l’aiuto a collaboratori esterni via web, per ridurre tempi e costi di un’opera che fatica a vedere la fine. Risultato: tutti d’accordo sull’esigenza di accelerare il completamento di un Dizionario previsto in 110 volumi e arrivato al 74°; e tutti divisi sul modo in cui raggiungerlo. Cosa significa chiedere aiuto alla Rete? E chi garantisce la qualità e l’«imparzialità» delle diverse voci? Non è che poi si finisce col fare una Wikipedia di carta? Perché in Italia non si riescono a trovare i 600mila euro all’anno necessari per garantire la sopravvivenza di un’opera così importante?
Tutte domande poste dai giornali per settimane, e alle quali avrebbero dovuto dare una risposta i vertici Treccani almeno dieci giorni fa, data dell’ultimo consiglio di amministrazione. Ma a oggi siamo fermi alla voce «silenzio»: nessuna dichiarazione. A Palazzo Mattei tutto tace. Ufficialmente. E anche gli incontri interni tenuti con i dipendenti della Fondazione non sembrano aver portato nessuna novità di rilievo, nessuno ha certezze sulla situazione, tranne quella della consegna del silenzio.
Ufficiosamente si sanno però tre cose. La prima è che sono state confermate la chiusura entro gennaio del lemmario e l’uso del cosiddetto call for papers, cioè l’appello online agli studiosi. La seconda è che sembra più vicina la possibilità di un aiuto dello Stato nell’ordine di 300mila euro per il 2010, come promesso dal ministro per i Beni culturali Sandro Bondi. La terza è che a giorni ci sarà un incontro tra il presidente Amato, l’amministratore delegato Franco Tatò e il direttore del Dizionario Biografico Mario Caravale (che propone un risparmio dei costi di stampa ad esempio, pur di non toccare il numero dei redattori). Lo scopo è come potere conciliare la cosiddetta linea-Amato, che vuole velocizzare l’opera tagliando i costi, con le esigenze della redazione, che non vuole perdere il ruolo di valutazione e organizzazione del lavoro «appaltato» all’esterno. Insomma, una situazione - come dicono dentro Palazzo Mattei - «fluida» ma che sarà certo risolta. Si spera non con i tempi propri di casa Treccani.