Bionda, rossa oppure scura Quando la birra è artigianale

Ecco le 25 migliori etichette italiane segnalate dalle prestigiose «chiocciole» della guida di Slow food

Maurizio Bertera

C'era bisogno di fare un po' d'ordine nel variopinto mondo della birra artigianale e nel 2016 si è fatto un passo in avanti con una legge che gran parte dei 700 microbirrifici (quelli che non superano il migliaio di ettolitri) non ha apprezzato particolarmente, visto che secondo loro li tutela troppo poco rispetto a chi produce di più. Ma così è, oggi la definizione artigianale' ha un valore tecnico non si può utilizzare pastorizzazione e microfiltrazione oltre che quantitativo (massimo 200mila ettolitri di produzione annua) ed economico, nel senso che bisogna dimostrare di essere indipendenti'. Normativa a parte, è più divertente stabilire il meglio della produzione nazionale. Impresa difficile forse ancora di più rispetto al mondo vinicolo dove da decenni ci sono grandi esperti e metodi di valutazione condivisi. Una delle certezze (forse, la sola) per l'appassionato è la Guida Birre d'Italia, edita da Slow Food, che ha il merito di monitorare benissimo il territorio ma anche di aiutare il neofita a districarsi fra tipologie, tecniche di produzione e abbinamenti. L'edizione 2016 la quinta della storia - ha segnalato 512 aziende (di cui 183 assolute novità) e recensito ben 2.708 birre, creando alla fine quattro gruppi d'èlite: 58 slow' che raccontano anche la storia di un territorio e del birraio, 152 quotidiane' che si distinguono per semplicità e piacevolezza, 172 grandi birre' per gli intenditori e con alto valore organolettico, 25 chiocchiole' che è il riconoscimento più ambito nelle guide Slow Food e nel caso specifico, significano l'eccellenza l'artigianalità brassicola. Per capire il boom in italia, basta ricordare che nella prima edizione della Guida erano presenti 140 aziende e 350 birre. A curarla sono Luca Giaccone ed Eugenio Signoroni, coordinatori di un team di 70 persone che visitano praticamente tutti i birrifici del Paese, assaggiando circa 4500 etichette. La tendenza ? Birre più semplici e bevibili, mentre prima si tendeva a sapori potenti, con due filosofie in crescita: le acide con passaggio in botte e le Italian Grape Ale, ossia quella con l'uva che sono il primo stile di birra italiano riconosciuto a livello internazionale. Obbligatorio l'elenco dei 25 locali con la chiocciola, partendo dal Nord: Elvo, Graglia (BI); LoverBeer, Marentino (TO); Montegioco, Montegioco (AL); Baladin Piozzo (CN); Croce di Malto, Trecate (NO); Troll, Vernante (CN); Bebaba, Villar Perosa (TO); Maltus Faber, Genova; Elav, Comun Nuovo (BG); Birrificio Italiano, Limido Comasco (CO), Birrificio Lambrate, Milano; Carrobiolo, Monza; Batzen, Bolzano; Foglie d'Erba, Forni di Sopra (UD); Toccalmatto Fidenza (PR); Birrificio del Ducato, Soragna (PR); Brùton Lucca; MC77, Serrapetrona (MC); Almond '22, Loreto Aprutino (PE); Birra del Borgo, Borgorose (RI); Il Chiostro, Nocera Inferiore (SA); Birrificio dell'Aspide, Roccadaspide (SA); Birranova, Conversano (BA); B94, Lecce; Barley, Maracalagonis (CA). Piccola provocazione: Birra del Borgo tra i migliori interpreti della birra artigianale al mondo è stata acquistata nello scorso aprile da AB Inbev, colosso che ha un quarto del mercato planetario e un catalogo' con marchi come Corona, Becks, Stella Artois, Bud... Sarà presente anche nella prossima edizione, anche se mantenesse la stessa qualità?