Biondi, il nostro Barry White nel cuore della musica nera

Un giorno un tizio disse più o meno: «Se trovassi un bianco che canta come un nero farei soldi a palate». Quell’uomo, Sam Phillips, poco dopo si imbattè in Elvis Presley... Cambiano i tempi, ma oggi c’è un siciliano che ha la voce da nero - i toni bassi e cupi di Barry White - e una levità cool nell’appropriarsi dei dettami del soul. È Mario Biondi, nome che si coniuga con successo sia nelle classifiche dei cd che nelle sale da concerto, in un tour partito dall’Arena di Verona e concluso con due abbaglianti show (invero un po’ troppo lunghi), allo Smeraldo di Milano. Con una superorchestra diretta da Peppe Vessicchio, genietti del jazz come Flavio Boltro alla tromba (quante ovazioni per i suoi numeri!), con la semplicità di chi conosce il potere di coinvolgimento delle sue corde vocali, Biondi ha portato il pubblico entusiasta attraverso le vie del soul (dal superhit This Is What You Are all’esplosiva Handful of Soul) passando dalla ballata intimista al groove ai toni jazz senza forzare, citando Barry White ma rimanendo sempre se stesso.