Biondi querela Grillo per diffamazione

Il senatore
di Forza Italia ha dato incarico al suo legale
di querelare il comico
per l’inserimento e la diffusione del suo nome nella "colonna infame ed
infamante" dei parlamentari indegni di stare in parlamento perché
condannati per delitto

Roma - Il senatore Alfredo Biondi ha dato incarico al suo legale, avvocato Elio Di Rella, di querelare Beppe Grillo per l’inserimento e la diffusione del suo nome nella "colonna infame ed infamante" dei parlamentari indegni di stare in parlamento perché condannati per delitto. "Sono indignato - spiega Biondi - per la reiterazione da parte di Beppe Grillo di una attribuzione diffamatoria per la quale il mio legale aveva a suo tempo diffidato il signor Grillo, fornendogli tutte le spiegazioni e chiarimenti. Sono amareggiato - spiega il senatore - perché questa ulteriore aggressione al mio nome a alla mia reputazione avviene da parte di una persona che mi conosce bene e che, in occasione di una drammatica vicenda, si è avvalso dell’attività professionale mia e del mio studio. Per questo ho dato incarico all’avvocato Di Rella di sporgere querela per il delitto di diffamazione aggravata e continuata con l’attribuzione di un fatto specifico".

Il parlamentare precisa successivamente che la vicenda, risalente agli anni 1993-1994, era relativa ad una erronea dichiarazione annuale dei redditi. "Ci fu confusione tra i miei redditi personali e quelli del mio studio legale - spiega Biondi - ma l’errore c’era e ritenni giusto patteggiare il pagamento di un’ammenda". E aggiunge: "L’ipotesi contravvenzionale era di tale irrilevanza, che nel 2000 il Governo di centro sinistra la depenalizzò, sicché non costituisce un illecito. Il Tribunale di Genova, l’anno successivo, revocò la decisione del Gip e ordinò l’ eliminazione dell’iscrizione nel casellario giudiziale.