Biondi sta con Gagliardi: «Inaudito censurarlo»

All’ex sottosegretario, attuale consigliere comunale di Forza Italia Alberto Gagliardi, che si è schierato a favore della costruzione della moschea a Genova contro la linea ufficiale del gruppo azzurro nella Sala rossa di Tursi, va data aperta e convinta solidarietà. A esprimerla è Alfredo Biondi, già parlamentare e ministro dei governi di centrodestra, che spiega: «Con raccapriccio liberale e anche come presidente del consiglio nazionale di Forza Italia, leggo che Gagliardi, per avere lealmente e ripetutamente espresso il proprio pensiero di laico-cristiano sul tema moschea, è stato non solo censurato, ma addirittura invitato a dare le dimissioni dal partito e dall’ufficio di vicepresidente del consiglio comunale».
Biondi parla di «gravità inaudita» a proposito del provvedimento chiesto, fra gli altri, dal capogruppo azzurro Raffaella Della Bianca e dal coordinatore metropolitano Roberto Cassinelli, «tanto più, questo, alla vigilia del congresso del Popolo della libertà che dovrà formalizzare la nascita di una grande aggregazione politica nuova (auspicabilmente»)».
Conseguente la domanda che si pone Biondi, di fronte all’intransigenza degli oppositori «interni» di Gagliardi: «Io mi chiedo e chiedo loro contro quale linea del partito è andato il consigliere, se il presidente Berlusconi, il cui carisma sembra essere accettato, qui a Genova, a corrente alternata, è andato in Libia a sostenere la giusta “linea politica“ di comprensione e anche di alleanza con i Paesi islamici con Mubarak, con Gheddafi sui temi della politica e della regione mediorientale».
La conclusione di Biondi - che pure in passato aveva anche polemizzato con alcune prese di posizione di Gagliardi - è lapidaria: «Questo dovranno tenere presente ora i dirigenti locali di Forza Italia che hanno, come ha detto Scajola, in uggia un uomo libero e liberale come Musso e che ora condannano Gagliardi».