Le biotecnologie sono vitali nella cura di fratture gravi

L'impiego delle biotecnologie nel trattamento di fratture gravi che non guariscono (pseudoartrosi), porta a tangibili benefici. Lo sottolinea un recente studio condotto dal professor Calori dell'Istituto ortopedico Gaetano Pini di Milano e dal professor Capanna dell'ospedale Careggi di Firenze con la società Sanipedia. Lo studio effettuato su 54 pazienti ha comparato, nel trattamento delle pseudoartrosi post-traumatiche persistenti della tibia, i costi e l'efficacia di un trattamento biotecnologico a base di BMP-7 (Bone Morphogenetic Proteins 7, l'unica riconosciuta Emea), con la terapia tradizionale , il trapianto autologo della cresta iliaca, trattamento gold standard per tali patologie, non scevro da complicazioni per il paziente. I dati che emergono sono promettenti: la BMP-7 ha un'efficacia addirittura superiore alla terapia tradizionale nel trattamento della pseudoartrosi, mostrando un maggior numero di casi di successo ed una minore durata dei tempi di guarigione clinica e radiologica. Lo studio rivela un più basso numero di giorni di degenza e di ricoveri ripetuti per i pazienti trattati con BMP-7 e indica un rapporto costo-efficacia di tutto il percorso diagnostico-terapeutico, a netto favore della nuova opzione terapeutica, con un risparmio medio per pseudoartrosi guarita, pari a quasi 800 euro, pur conteggiando l'elevato costo iniziale del prodotto biotecnologico. Il risultato, in effetti, dovrebbe essere considerato ben più soddisfacente, poiché in tale studio non sono stati considerati i costi indiretti e quelli strettamente legati alla riabilitazione, che sono decisamente più contenuti nei trattamenti con la nuova tecnologia. Nonostante le evidenze preliminari messe in luce da questo studiola struttura ospedaliera che sceglie questa metodica è penalizzata, perché il farmaco biotecnologico non viene rimborsato in modo adeguato.
Sono ancora misconosciuti i vantaggi ottenibili nel trattare con BMP-7 le fratture che non guariscono. «Le biotecnologie, se utilizzate per giusta indicazione, rappresentano nel medio e lungo periodo un risparmio nella spesa sanitaria». Ne è convinto il professor Giorgio Maria Calori direttore della divisione di chirurgia ortopedica riparativa (Cor) al Pini di Milano e presidente della Estrot (European Society of Tissue Regeneration in Orthopaedic and Traumatology).