Bioterrorismo già allertati i microbiologi del Sacco

I microbiologi dell’ospedale Sacco sentinelle pronte a intervenire contro le nuove pandemie o i possibili attacchi del bioterrorismo. Nervi saldi e nessun allarmismo, ma quando si organizza un evento planetario come l’Expo del 2015, bisogna pensare davvero a tutto. Soprattutto perché in appena sei mesi a Milano arriveranno 20 milioni di visitatori. Da ogni angolo del mondo. E così, ha spiegato la microbiologa Maria Rita Gismondo, responsabile del Laboratorio di microbiologia dell’ospedale universitario Sacco a margine del simposio internazionale «Biosecurity and biosafety: future trends and solutions», in situazioni di mobilità di massa e di concentrazione di moltissime persone in spazi limitati, «non si può non fare i conti con l’organizzazione della difesa da possibili “outbreak”, intesi nel senso di una naturale infezione che si sviluppa tra migliaia di persone». Ma non solo. «Si prende in considerazione anche la possibilità del gesto volontario di qualche folle». Che potrebbe essere ispirato da tante persone concentrate in un unico luogo. «Siamo coinvolti in prima persona - spiega la professoressa Gismondo - essendo uno dei due centri di riferimento a livello nazionale. L’Expo è un evento mondiale e non si può non essere pronti». I tempi? «Noi lo siamo già adesso. In ogni momento, perché non possiamo prevedere quale nemico invisibile potrebbe attaccarci. Né quando». In occasione dell’Expo, prosegue la microbiologa, «saremo vicini alle istituzioni, abbiamo avuto indicazioni già tre anni fa di metterci a disposizione». Ma i microbiologi italiani e gli esperti internazionali sono passati già da tre momenti critici. «Negli ultimi anni abbiamo già dovuto affrontare la Sars, il caso antrace e l’aviaria».