Biotestamento, Berlusconi: libertà di coscienza

A Palazzo Madama inizia la battaglia in aula sul testamento biologico. Il presidente del Consiglio invia una lettera ai senatori del Pdl 
sottolineando la delicatezza del tema e invitandoli a
contemperare "l’etica della convinzione con quella della
responsabilità"

Roma - Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha inviato una lettera ai senatori del Pdl che si accingono alla battaglia in aula sul testamento biologico sottolineando la delicatezza del tema e invitandoli a contemperare "l’etica della convinzione con quella della responsabilità". Nella lettera Berlusconi conferma che sui temi etici resta nel voto la "libertà di coscienza" dei singoli parlamentari.

La lettera di Berlusconi "Il senso di questa lettera - spiega il premier - è quello di segnalarti l’importanza e il significato politico dell’appuntamento che ti appresti a vivere da protagonista, chiedendoti di contemperare l’etica della convinzione con quella della responsabilità, così come noi liberali, cristiani, socialisti umanitari, credenti e non credenti, appartenenti alla grande famiglia dei moderati, siamo abituati a fare in ogni atto e momento della nostra vita". Berlusconi sa, infatti, che sulla questione esistono, nel partito e nei gruppi parlamentari, "voci dissenzienti che, tra l’altro, vanno in direzione tra di loro opposte". "Non è mia intenzione chiedere a nessuno di contravvenire alla libertà di coscienza che, su questi temi, resta per tutti noi principio non negoziabile".

L'invito ai parlamentari del Pdl Il leader del Pdl apre la sua lettera ai suoi senatori sottolineando come una legge sul fine vita è "una materia sensibile quanto nessun’altra, sulla quale il nostro Parlamento dovrebbe astenersi dal legiferare, se non fosse stato apertamente sfidato da sentenze che, adducendo presunti vuoti normativi, pretendono in realtà di usurparne le funzioni". Il presidente del Consiglio ricorda che si tratta di una legge di origine parlamentare e quindi "il governo, per questo, non è tenuto a intervenire". "Ma alcune circostanze - sottolinea Berlusconi - mi impongono di scriverti questa lettera. Come uomo, ancor prima che come presidente del Consiglio, non posso far finta di dimenticare che questo appuntamento parlamentare fa seguito alla tragica sera nella quale morì Eluana Englaro". Il 9 febbraio scorso il Senato era, infatti, riunito per approvare una legge del governo che avrebbe salvato la vita di Eluana, dopo che l’esecutivo all’unanimità aveva varato un decreto che avrebbe sortito lo stesso effetto. "Fu in quel momento che venne assunto l’impegno a coprire nel più breve tempo possibile il vuoto normativo all’origine di quella tragedia",  continua Berlusconi spiegando che la legge da votare "riprende il senso di quel decreto".

I valori fondamentali Secondo Berlusconi il testo del ddl sul testamento biologico che comincia il suo iter nell’aula del Senato nel pomeriggio "riprende e traduce in norme alcuni dei valori fondamentali del popolarismo europeo, coniuga il diritto alla vita con la libertà di cura e dice no, al contempo, all’eutanasia di Stato e all’accanimento terapeutico". Ultimo consiglio di Berlusconi ai senatori del Pdl alla vigilia del primo congresso del nuovo partito è di "riuscire a dare sostanza a questi principi che dovranno unirci per decenni".