Bipiemme cola a picco (-9,5%) spaventa l’aumento a sconto Fabi e Fiba per gli «Amici bis»

Grande svendita Bpm in Piazza Affari che abbatte il titolo della cooperativa milanese (-9,5% a 1,46 euro) all’indomani della ricapitalizzazione a prezzi stracciati decisa dal consiglio di gestione presieduto da Andrea Bonomi. L’aumento scatterà a un prezzo di 30 centesimi, con uno sconto del 40% sul «Terp» (il prezzo post diritto). La situazione di Piazza Meda è delicata ma, avverte un broker, uno sconto così pronunciato trasmette la sensazione che il titolo sia sbilanciato rispetto alla capacità del gruppo di creare valore: solo ieri Bpm ha perso 60 milioni di capitalizzazione. L’intero settore del credito continuerà, peraltro, a fare fatica a strappare un po’ di redditività: gli analisti stimano un ritorno medio sul tangible equity pari al 4,5%, contro un costo del capitale del 10% (il calcolo considera per il Btp decennale un rendimento del 5-6%). A questo si aggiunga la preoccupazione per un aumento di capitale monstre rispetto a una capitalizzazione di 600 milioni.
La priorità di Bpm è però puntellare il patrimonio e per le banche del consorzio (guidato da Mediobanca) è evitare l’inoptato: l’ad Alberto Nagel ha detto che Piazzetta Cuccia rispetterà l’autonomia di Bpm e che il salto di governance era il massimo ottenibile per una Popolare. Bonomi, intanto, è arrivato al 2,9% del capitale con un esborso stimabile in 16-17 milioni e ha davanti un impegno di 130 milioni per portarsi al 10%. Ieri Consob ha approvato il prospetto informativo: lunedì partiranno il collocamento (il rapporto di offerta è di 138 nuove azioni ogni 25 possedute e di 276 ogni 3 obbligazioni del convertendo) e il road show con il dg Enzo Chiesa che toccherà Londra, New York, Boston e infine Milano.
Clima da lunghi coltelli, invece, tra i sindacati interni all’apertura delle urne per il rinnovo del parlamentino degli «Amici», l’associazione dei dipendenti-soci: la lista unica presentata da Fisac e Uilca si è allargata ai fuoriusciti Fabi e Fiba, sostanzialmente commissariate. La Fabi sta ora studiando con la Fiba la creazione di una nuova Associazione alternativa agli «Amici», e si è detta pronta a presentare una denuncia contro le pressioni subite dai propri iscritti per passare alle altre sigle.