Birmania, espulso il rappresentante Onu

La giunta militare pronta a cacciare Charlie Petrie che aveva denunciato l'aggravarsi della povertà nel Paese. Limitato l'accesso a Internet

Bangkok - La giunta militare birmana si appresta a espellare il rappresentante Onu nel Paese, Charles Petrie, che qualche settimana fa aveva denunciato l’aggravarsi della povertà nel Paese. Secondo fonti diplomatiche, Petrie è stato convocato nella nuova capitale, Naypyitaw, per una lavata di capo; e poco dopo gli è stata recapitata una missiva per comunicargli che non gli veniva confermato l’accredito presso il governo. Petrie, il diplomatico Onu più alto in grado presente a Yangoon, stava preparando l’arrivo in Birmania dell’inviato dell’Onu, Ibrahim Gambari, che sabato inizierà la sua seconda missione in poche settimane nel Paese asiatico.

Internet: giro di vite. Liberi 46 dissidenti Intanto il regime militareusa il bastone e la carota: ha liberato altre 46 persone, principalmente membri del partito della leader dissidente San Suu Kyi, ma un responsabile delle telecomunicazioni riferisce che da più di 24 ore l’accesso a internet è limitato: gli utenti riescono a connettersi solo a siti web locali. Internet era già finito nel mirino dei militari a settembre.