Birmania, i monaci buddisti tornano a sfilare in piazza

I bonzi riprendono a manifestare: in corteo a Pakkoku, la città dalla quale è partita la prima rivolta, recitando preghiere ma non slogan contro il regime militare. Liberati sette dissidenti. <a href="/a.pic1?ID=217261" target="_blank"><strong>Un rapporto accusa i generali: arruolati soldati bambini</strong></a>

Rangoon - Per la prima volta dalla dura repressione di fine settembre, i monaci buddisti sono tornati in piazza in Birmania. Secondo diversi testimoni, circa 200 bonzi in saio rosso hanno marciato nel centro della città di Pakkoku, nel centro del Paese, pregando e cantando per circa un'ora, ma senza scandire slogan contro la giunta militare al potere. «Ci sono circa 200 monaci che stamani hanno marciato pregando, lungo la Pauk Road», ha raccontato un testimone alla Reuters. Fu proprio gli eventi di Pakkoku, quando la polizia sparò colpi in aria per scoraggiare le manifestazioni, che il mese scorso innescarono la miccia delle proteste in tutto il Paese.

Liberati 7 dissidenti Il regime militare ha intanto rilasciato sette oppositori politici, fra cui alcuni membri della Lega nazionale per la democrazia (Lnd), il partito della dissidente Nobel per la Pace Aung san Suu Kyi, arrestati durante la repressione delle manifestazioni di protesta di settembre. Lo rendono noto i familiari di uno degli oppositori liberati. Fra i sette, dice la fonte, c’è anche il portavoce dell’Lnd, Myint Thein, e un dissidente storico, Wain Naing.

Torna l'inviato dell'Onu, Gambari Il loro rilascio da parte della giunta militare al potere arriva pochi giorni prima della seconda visita in Birmania dell’inviato speciale dell’Onu, Ibrahim Gambari, prevista, secondo quanto annunciato da fonti diplomatiche a Rangoon, dal 3 all’8 novembre prossimi. Gambari, che cercherà di mediare con la giunta una soluzione politica alla crisi, era già stato in Birmania dal 29 settembre al 2 ottobre scorsi, subito dopo la sanguinosa repressione con cui io governo militare ha posto fine alla grande ondata di proteste pacifiche per la libertà guidate dai monaci buddisti. In quell’occasione, oltre a membri della giunta, incontrò per due volte anche Aung San Suu Kyi. La scorsa settimana sono state liberate 80 persone arrestate a fine settembre, fra cui una cinquantina di membri dell’Lnd.